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editoriali

Gli esordi in B, l’esperienza Azzurra e i record con Juve, Chelsea e Inter: la Conte-story

conte
Viaggio indietro nel tempo alla scoperta delle affascinanti e (vincenti) tappe che costellano la carriera del futuro tecnico del Napoli
Enrico Esposito

Mancava soltanto l'ufficialità dopo un lungo tira e molla iniziato ben prima dell'ultimo mese: Antonio Conte è il nuovo allenatore del Napoli. Aurelio De Laurentiis ha deciso di affidarsi al miglior profilo possibile sulla piazza per riportare subito la sua squadra a livelli importanti e rianimare un pubblico fin troppo vituperato nel corso dell'ultima stagione. Ma chi è il tecnico Antonio Conte? Oggi vi porteremo indietro nel tempo fino agli esordi in panchina del trainer pugliese che poco dopo aver concluso una brillantissima epopea da calciatore ne ha intrapresa un'altra ancora più ricca di trionfi.

Conte, la preziosa gavetta in cadetteria

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Conte aveva una voglia matta di allenare quando ancora calcava i campi di calcio con la "sua" Juve, il club nel quale ha militato ininterrottamente dal 1991 al 2004. E lo avrebbe volentieri fatto proprio in casa bianconera ma non fu possibile: Fabio Capello, all'epoca allenatore del club torinese, non approvò alcun incarico al suo fianco per l'ex centrocampista. Conte dunque decise di andare altrove per "farsi le ossa", per la precisione a Siena, laddove, nell'annata 2005/06, svolse il ruolo di vice di Luigi De Canio conquistando la salvezza in massima serie. Pochi mesi più tardi, ecco arrivare il debutto da primo allenatore in panchina. Durante la stagione 2006/07 Conte guida in cadetteria l'Arezzo, intrecciando le proprie fortune nientemeno che con Maurizio Sarri, che gli subentrerà a fine ottobre salvo poi lasciargli nuovamente la panchina nel mese di marzo. La squadra toscana non riesce, infatti, ad ingranare e trascorre più di metà annata in ultima posizione. Il ritorno di Conte in primavera avvia, però, una straordinaria rimonta che tuttavia non evita la retrocessione, giunta all'ultima giornata anche in virtù della penalizzazione di 6 punti comminata ad inizio stagione per i fatti legati a Calciopoli. Il biennio seguente 2007-2009 vede il giovane trainer assumere, ancora in cadetteria, la guida tecnica del Bari, nella sua prima e finora unica esperienza in un club del Sud Italia. Dopo aver concluso un campionato a metà classifica, nel successivo Conte domina il torneo conquistando la vittoria finale e la promozione in Serie A con quattro giornate d'anticipo. La Juventus comincia a mettere gli occhi su di lui e a pensare ad un suo ingaggio in panchina ma il modulo adottato da Conte, il celebre 4-2-4 ispirato a Ventura, non si sposa bene con l'organico a disposizione della compagine bianconera. Inoltre, nonostante avesse detto sì ad inizio giugno al rinnovo con il Bari, Conte si separa consensualmente dal sodalizio pugliese solo poche settimane dopo. Nei mesi successivi è l'Atalanta, club di Serie A, ad offrirgli la prima panchina nel massimo campionato. Conte assume la guida del club orobico nel settembre del 2009, ma l'esperienza si conclude prematuramente nel gennaio successivo con l'esonero, arrivato al termine di un ko interno con il Napoli di Mazzarri per 2-0 (reti di Quagliarella e Pazienza). Ma per l'allenatore salentino l'inattività dura poco: nel maggio dello stesso anno, il 2010, il Siena, squadra all'epoca in Serie B, gli affida l'incarico da primo allenatore e ottiene, nella stagione seguente, il secondo posto finale e la promozione diretta in massima serie. Conte festeggia così per la seconda volta questo traguardo ed è ormai pronto per il grande salto.


Dal grande salto alla Juve alla parentesi in Nazionale

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Il 31 maggio 2011 Antonio Conte firma con la Juventus, facendo ritorno in quel club di cui era stato capitano e bandiera per oltre un decennio. Ma la squadra che il tecnico eredita è ben lontana dai trionfi di un tempo: è anzi reduce da due campionati deludenti chiusi al settimo posto e fuori da tutte le competizioni europee. Conte, però, ha un impatto immediatamente positivo con giocatori, società e ambiente ed è capace di riportare la squadra bianconera sul tetto d'Italia sin dalla prima stagione. La sua Juve conclude il campionato con 23 vittorie, 15 pareggi e 0 sconfitte soffiando il titolo al Milan vincitore uscente seppur tra un vortice di polemiche generate dal famoso gol di Muntari non convalidato nel corso del match decisivo tra le due contendenti. Durante la stagione, Conte attua inoltre un'importante metamorfosi tattica, passando dall'abituale 4-2-4 al 3-5-2 che da quel momento diventerà il suo modulo prediletto (con la variante del 3-4-1-2). Nelle annate successive, arrivano altri due Scudetti oltre a due Supercoppe italiane, diversi record (come quello del record di punti in un campionato di Serie A, totalizzandone ben 102) e riconoscimenti individuali (Panchina d'Oro, Premio Maestrelli, Globe Soccer Awards). Ma nel luglio del 2014 si verifica il grande colpo di scena: a ritiro già iniziato Conte rassegna le dimissioni da tecnico della Juve a causa di differenti vedute sul progetto tecnico e torna ad essere un allenatore libero. Il passo successivo è la nomina a Commissario Tecnico della Nazionale, ruolo che viene ricoperto per due anni fino agli Europei in Francia del 2016. La parentesi in azzurro non regala trofei ma senz'altro alcune ragguardevoli soddisfazioni come la vittoria negli ottavi della competizione ai danni dei campioni in carica della Spagna per 2-0, oltretutto a fronte di un'Italia operaia e scevra da grandi talenti. Il percorso della selezione azzurra si chiude ai quarti con il ko ai rigori al cospetto della Germania e l'addio dello stesso Conte. Il tecnico era, infatti, già ufficialmente il nuovo allenatore del Chelsea.

Dai successi con Chelsea ed Inter all'ultima sfida

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Con l'esperienza al Chelsea Antonio Conte assume così per la prima volta in carriera la guida di un club estero. Come avvenuto ai tempi della Juve, il tecnico classe 1969 accetta la sfida di guidare una squadra reduce da un campionato deludente, concluso in decima posizione e fuori dalle competizione continentali. E anche in questo caso il trionfo è subito servito: i Bluesvincono la sesta Premier della loro storia. Nell'annata seguente, 2017/18, però il team londinese non riesce a ripetersi, chiudendo il torneo al quinto posto finale e fallendo così anche la qualificazione in Champions League. Conte porta a casa la FA CUP ma al netto di ciò il Chelsea decide di non confermarlo, optando per l'esonero al termine della stagione. Dopo un anno sabbatico, il trainer leccese fa però il suo clamoroso ritorno in Serie A. Clamoroso perché diventa la guida tecnica dell'Inter, da sempre storica rivale della "sua" Juve. In Lombardia Conte trascorre appena due anni, dall'estate 2019 a quella del 2021, durante i quali riporta la compagine meneghina a lottare per lo Scudetto, per poi vincerlo nella seconda annata. Affidandosi alla coppia d'attacco Lukaku-Lautaro e a una difesa granitica, Conte arriva a sfiorare anche il suo primo titolo continentale da allenatore: il 21 agosto 2020 l'Inter si arrende al Siviglia per 3-2 nella finale di Europa League. Dopo aver battuto il Milan nella rincorsa alla vittoria del campionato 2020/21, il trainer leccese, come in un déjà-vu, rassegna le proprie dimissioni per mancanza di unità di intenti con la società nerazzurra e torna libero sul mercato. Alcuni mesi dopo, per la precisione nel novembre del 2021, Conte ha già firmato con un nuovo club: si tratta del Tottenham, che lo assume in sostituzione dell'esonerato Espirito Santo. Alla guida degli Spursil tecnico italiano riesce a centrare un insperato quarto posto con conseguente qualificazione in Champions League. La stagione successiva (2022/23) si sviluppa però in maniera complicata poiché vede inoltre Conte osservare un periodo di stop a causa di un intervento alla colecisti. Il 26 marzo 2023 il Tottenham annuncia la risoluzione consensuale del contratto dell'allenatore salentino in virtù dei risultati al di sotto delle aspettative sia in campo nazionale che continentale. Conte chiude così anzitempo la sua seconda avventura in Premier e sceglie di restare fermo un anno per riavvicinarsi alla famiglia, all'Italia, a Napoli.

A cura di Enrico Esposito

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