calcionapoli1926 editoriali Tornano i campioni, il Napoli cambia faccia: Conte ha due motivi per sorridere di nuovo

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Tornano i campioni, il Napoli cambia faccia: Conte ha due motivi per sorridere di nuovo

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Il tecnico ritrova (in gran parte) la squadra con spirito e qualità dello scorso anno: ora il finale sarà avvincente e tutto da scrivere
Giovanni Frezzetti
Giovanni Frezzetti Editorialista 

Corto muso, ma con qualità e gestione senza (quasi) mai soffrire: il Napoli è tornato, quello scudettato dello scorso anno. Quello targato Antonio Conte con tanta concretezza e capacità di leggere i momenti della gara. Insomma, un ritorno che fa ben sperare per il finale di stagione anche se sotto sotto sentiamo che ormai sia troppo tardi. Intanto gli azzurri e il trascinatore McTominay archiviano la pratica Cagliari: tre punti per mettersi momentaneamente al secondo posto a -6 dall’Inter attendendo le gare delle due milanesi. Una partita che ha confermato la tesi dell’ammarezza e del rimpianto: chissà come sarebbe andata senza i 40 infortuni stagionali. Non lo sapremo mai: resta solo la certezza che il Napoli ci ha regalato 8 partite per continuare a sperare, ma anche per gettare ancora le basi per un progetto vincente e di lungo termine.

Tornano i campioni, il Napoli cambia faccia: Conte ha due motivi per sorridere di nuovo

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Pronti via e il Napoli va in gol: torna decisivo Scott, l’assenza più pesante dell’ultimo mese azzurro. La partita inizia in discesa, ma di là c’è un coriaceo Cagliari che non ha intenzione di mollare. E difatti, reagisce immediatamente con la squadra di Conte che prova a colpire ancora giocando di rimessa. Si inizia a percepire già uno dei due motivi che possono far tornare a sorridere il mister: il Napoli dà l’impressione di essere già in gestione, di saper controllare il vantaggio. Torna anche la qualità con McTominay e De Bruyne: un continuo palleggio di personalità con il belga che si esalta e col terzo occhio vede traiettorie pericolose per gli avversari. Fisicamente c’è il solito calo, ma questa volta nel finale di tempo c’è la fiammata e l’occasione di metterla subito in ghiaccio. Solo uno spento Hojlund non riesce a concretizzare il piano di Conte e il conseguente raddoppio azzurro. Il mister è sul pezzo e cambia: fuori Lobo e dentro Alisson, mossa intelligente. Il Cagliari teme le sgasate del brasiliano e si abbassa leggermente. Il Napoli continua nella sua dimostrazione di forza palleggiando con qualità. Anche il Cagliari cambia e prova a colpire, ma qui entra in gioco il secondo motivo che può far sorridere Conte. Rispetto alle ultime gare, gli azzurri danno l’impressione di non soffrire. Le ultime partite vinte di corto muso con le piccole erano state in bilico: ieri no, la musica è cambiata. Solo nel recupero c’è stata un po’ di apprensione e qualche svarione, evidenziando quanto pesino le assenze di due leader difensivi quali Rrahmani e capitan Di Lorenzo. Una gara che evidenzia segnali di crescita anche se resta il neo di non averla chiusa. Ma a questo punto poco conta: serve vincere per mettere pressione davanti e per allontanare le rivali alle spalle.


Insomma, il Napoli dello scorso anno si comincia a intravedere nuovamente anche se la situazione di classifica è diversa. Nella scorsa stagione le lunghezze dall’Inter a questo punto del campionato erano 3, ad oggi sono 6 con i nerazzurri che devono ancora giocare, così come il Milan che vincendo può scavalcare nuovamente gli azzurri. Insomma è presto per analizzare la giornata di campionato, ma possiamo già evidenziare un trend: il Napoli è in ripresa e nelle ultime gare le milanesi hanno dato segni di cedimento. Attenzione: resta un sogno quasi impossibile, ma sperare non costa nulla. La prossima al Maradona sarà contro il Milan di Allegri: da qui uscirà l’anti-Inter per le ultime gare di campionato. Una sfida importantissima e fondamentale che metterebbe, nonostante i 40 infortuni stagionali, il Napoli nuovamente in scia dei nerazzurri e con la possibilità di chiudere almeno al secondo posto e con un trofeo portato a casa (la Supercoppa). E guardando ancora oltre, i segnali arrivati da Cagliari fanno ben sperare per il prosieguo del progetto Conte iniziato meno di due anni fa. Insomma, è un momento in cui gli azzurri sono tornati a dare senso a questo finale di stagione che potrebbe parzialmente alleviare le delusioni dell’eliminazione dalla Champions e i risultati altalenanti ottenuti. Troppo presto per tirare le somme, forse troppo tardi per sperarci ancora: non resta che affidarsi al verdetto del campo e alla spinta del Maradona che sarà fattore fondamentale nello scontro diretto col Milan. Ancora una volta tutti insieme, si può scrivere la storia o almeno gettare le basi per farlo nella prossima stagione.

A cura di Giovanni Frezzetti

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