Le lacrime e l'amore della sua squadra
—Ma Alessandro nella sofferenza di ieri ha capito anche di avere attorno a lui una squadra che lo supporta. Pronto ad abbracciarlo, pronto a proteggerlo, pronto a lottare al suo fianco. Lo dimostrano le parole di Conte, la corsa di Oriali verso di lui, le parole di Vergara, ma più di tutto lo dimostra Contini che al momento del rigore realizzato ha spinto Buongiorno a festeggiare con la squadra mentre ancora aveva le mani in faccia per coprire il pianto. Un'immagine emozionante, che restituisce il clima in casa azzurra, restituisce il senso di familiarità e di essere l'uno per l'altro, quello che nella vita un po' tutti hanno dimenticato. Sui social in queste ore si legge di tutto, insulti insopportabili e indicibili, cattiveria gratuita nei confronti di un ragazzo che gioca a pallone, non va in giro ad uccidere. Ha sbagliato, è vero, i suoi errori potevano costare caro ad un percorso azzurro già tremendamente falcidiato, ma è umano e anche se guadagna i milioni, anche se il suo lavoro è questo, è un ragazzo come tutti, che ieri ha pianto per il Napolie solo per questo va supportato. Ora sarà compito di "papà" Conte recuperarlo prima di tutto dal punto di vista psicologico, poi fisico, perché un giocatore con le sue qualità non può perdersi così, c'è ancora, nascosto da un momento no.
Tutti dietro Alessandro per aiutarlo a tornare The Wall
—Il compito dei tifosi, di tutto l'ambiente sarà quello di supportarlo, senza lanciare minacce assurde, facendo come ha fatto Contini spingerlo in avanti, come hanno fatto Spinazzola, Juan Jesus, Oriali e Conte, abbracciandolo, perché possa capire che esistono stagioni sfortunate, che si può sbagliare, ma ci si può anche rialzare e quelle lacrime azzurre potranno tornare ad essere di gioia.
A cura di Sara Ghezzi
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