L'olandese entra al 52' e finisce al centro degli episodi decisivi della rimonta giallorossa. Sul gol di Balerdi pesa una scelta difficile da giustificare
Napoli-Roma, pareggio rocambolesco: le reazioni dei tifosi al Maradona - Video
Trentuno milioni di euro. Una cifra importante, soprattutto quando viene investita per un difensore chiamato a rappresentare una certezza per il presente e per il futuro. Eppure, a distanza di quasi due anni dal suo arrivo, Sam Beukema continua a non convincere. La prestazione contro la Roma, nella rocambolesca partita terminata 3-3 al Maradona, rischia di essere una delle fotografie più preoccupanti della sua esperienza in azzurro. Il difensore olandese entra al 52’, prendendo il posto dell’infortunato Benoît Badiashile. Fino a quel momento, nonostante le difficoltà della gara, il Napoli aveva mostrato una discreta solidità difensiva. Lo stesso Badiashile aveva offerto una buona prestazione nel primo tempo, mentre Rafa Marín si era distinto per attenzione e interventi puntuali. Poi arriva Beukema. E qualcosa cambia.
Beukema, dalla mancata pressione su Soulé al blackout difensivo
Il primo episodio negativo arriva in occasione della rete di Matías Soulé. L’argentino trova lo spazio per calciare da fuori area e Beukema non accorcia con la necessaria decisione. A un attaccante con quelle qualità tecniche non puoi concedere tutto quel tempo per preparare la conclusione. Un errore di lettura che pesa, soprattutto per un difensore dal quale ci si aspetta maggiore esperienza e capacità di anticipare il pericolo. Le difficoltà proseguono in occasione della seconda rete giallorossa, nata dagli sviluppi di un calcio d’angolo. Qui le responsabilità sono collettive: l’intero reparto perde lucidità, le marcature saltano e la Roma ne approfitta. Ma Beukema, anziché contribuire a ristabilire ordine, finisce per essere coinvolto nella confusione generale. Ed è proprio questo il punto: un difensore pagato 31 milioni dovrebbe essere una soluzione nei momenti difficili, non un ulteriore problema da gestire.La sceneggiata sul gol di Balerdi è l’errore più grave
Ma l’episodio che lascia maggiormente perplessi arriva in occasione del definitivo 3-3, firmato di testa da Leonardo Balerdi. Beukema, dopo un contatto apparentemente leggero, si lascia cadere a terra cercando di ottenere un fallo. Una scelta incomprensibile, soprattutto perché nel frattempo perde completamente di vista l’avversario che avrebbe dovuto marcare. Balerdi resta libero e colpisce di testa, battendo Meret. È difficile accettare un comportamento del genere da parte di un difensore professionista. Prima ancora di cercare un fallo, il tuo compito è difendere. Seguire l’uomo. Impedirgli di colpire indisturbato. Beukema, invece, sembra preoccuparsi più di convincere l’arbitro che di contrastare l’avversario. E c’è un altro aspetto che rende la scelta ancora meno comprensibile: siamo nell’epoca del VAR. Pensare di ottenere un vantaggio lasciandosi cadere per un contatto minimo è una scommessa pericolosa. Le immagini possono essere riviste e un’eventuale simulazione non cancella automaticamente quanto accade sul terreno di gioco. In questo caso, la revisione non ha portato all’annullamento della rete.Il risultato? Un difensore a terra, un avversario libero di segnare e due punti che sfumano per il Napoli. Trentuno milioni dopo, Beukema deve ancora dimostrare il suo valore Naturalmente, sarebbe ingeneroso attribuire l’intero pareggio a un solo calciatore. Il Napoli ha mostrato problemi nella gestione del vantaggio e anche altri interpreti hanno commesso errori. Ma questo non può diventare un alibi per Beukema. Sono ormai quasi due anni che il difensore olandese cerca continuità, senza essere riuscito a imporsi come quel riferimento difensivo che il suo investimento lasciava immaginare. Non si pretende che un centrale vinca ogni duello o non sbagli mai una lettura. Si pretende, però, che dimostri personalità, concentrazione e soprattutto lucidità nei momenti decisivi.
Contro la Roma è mancato praticamente tutto questo. Il problema non è soltanto il prezzo del cartellino. È la distanza, sempre più evidente, tra le aspettative e il rendimento sul campo. Perché 31 milioni non garantiscono automaticamente un grande difensore. Ma dopo due anni, e soprattutto dopo una serata come questa, è più che legittimo chiedersi quando Beukema comincerà davvero a dimostrare di valerli.
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