calcionapoli1926 editoriali La discrezionalità arbitrale altera il campionato, ma il Napoli non può permettersi alibi

editoriali

La discrezionalità arbitrale altera il campionato, ma il Napoli non può permettersi alibi

Giovanni Frezzetti
Giovanni Frezzetti Editorialista 
Il Var è nel totale caos: Napoli ancora penalizzato! È l’ennesima partita stravolta in Serie A: ora è il momento delle riflessioni

“Questa Lega è una vergogna” cantava Pino Daniele, anche se si riferiva al partito: ma se ieri avesse visto Atalanta-Napoli la potrebbe benissimo cantare ai vertici del calcio italiano. Una partita decisa da Chiffi e dal Var che, tra interventi limite rispetto al protocollo e un fallo totalmente inventato di Hojlund, hanno rovesciato il risultato. Certo, il Napoli ha le sue colpe dopo un secondo tempo totalmente in calo e va detto: senza Champions a fine anno sarebbe un fallimento. Ma vedersi scippare cosi partite in cui sei in controllo fa gridare allo scandalo. Va fatta una profonda riflessione e finalmente anche la società ha alzato la voce, con lo sfogo post match di Manna, contro le ingiustizie e contro la discrezionalità delle scelte arbitrali che stanno totalmente rovinando il campionato. Guardando al campo, ora è dura: ma il Napoli dovrà lottare fino alla fine per arrivare tra le prime quattro.

Questa Lega è una vergogna, ma ora basta scuse! Senza Champions sarebbe un fallimento

—  

Una partita che riesce difficile analizzare dato il caos arbitrale che l’ha condizionata, ma tocca farlo guardando anche ciò che ci ha detto il campo. Un inizio guardingo con le due squadre che non hanno alcuna voglia di farsi male. Una gara che sembra far presagire tranquillità, ma arriva l’episodio che rompe l’equilibrio col Napoli che la sblocca con Buekema di testa. Il gol da chi non te l’aspetti e che evidenzia uno sbandamento difensivo dell’Atalanta. La Dea reagisce ma Milinkovic è pronto, gli azzurri fanno capire di poterla controllare forti delle 15 vittorie nelle ultime 15 gare in cui sono andati in vantaggio (striscia interrotta che durava da Empoli-Napoli 3-2 nel 2022 con Spalletti in panchina). Nonostante ciò, al Napoli riesce difficile sfondare: Santos ci mette estro, con continue fiammate, ma non la concretezza; Kolasinac limita Vergara e Hojlund è troppo solo. Di mezzo un rigore tolto alla squadra di Conte: contatto tra Hien e il danese, Chiffi fischia il rigore ma il Var lo annulla. Già qui sorgono i dubbi: perché è intervenuto se sull’intensità dei contatti deve scegliere l’arbitro? Poteva anche non esserci rigore, ma non poteva intervenire il Var. Nella ripresa il Napoli si scrolla di dosso l’episodio e parte bene: tante occasioni ma non si riesce a mettere in ghiaccio la partita. Poi arriva la definitiva frittata di arbitri e Var: azione insistita e gol del 2-0, Chiffi però fischia un fallo di Hojlund su Hien e questa volta il Var non interviene né tantomeno manda l’arbitro a rivederla al monitor. La rabbia è tanta e nel frattempo Palladino la decide dalla panchina: l’Atalanta ha un altro piglio e la ribalta. Un uno-due che fa male e che evidenzia due aspetti ormai ciclici per questa stagione del Napoli.

Partiamo dal campo: il secondo tempo della squadra di Conte, come troppe volte è accaduto in questa stagione, è durato 10 minuti. Poi un drastico calo che si paga in termini di risultato ma anche di fiducia per le prossime gare. Si apre un interrogativo sempre più grande sulla forma fisica e sulla condizione mentale degli azzurri. Per questo diciamo che per il Napoli sarà dura difendere il piazzamento in Champions, ma ancora una volta non possiamo che appigliarci all’impegno che ci mette questa squadra. L’altro aspetto da evidenziare è il fallimento del Var. Ancora una volta la squadra di Conte viene penalizzata dalle decisioni arbitrali: una gestione dubbia della tecnologia che ha portato a un duro e giustificato sfogo del ds Manna nel post partita. Una rabbia verso un protocollo Var applicato a casaccio e che sta completamente distruggendo il calcio. Non è la prima volta che il Napoli viene duramente penalizzato, non è la prima volta che in questo campionato una partita viene stravolta da errori gravissimi che certificano l’inadeguatezza della classe arbitrale, non adatta a dirigere gare di questo livello. Ora attendiamo che a rendersene conto siano tutte e 20 le società di Serie A: nonostante qualcuno ogni tanto vada davanti alle telecamere a pensare solo al suo orticello, è ora di fare quadrato e di invocare regole certe e chiare. A Castel Volturno Conte deve far gettare alla squadra questi fantasmi alle spalle. Il Napoli deve guardare al futuro e soprattutto guardarsi indietro: perdere il quarto posto sarebbe un clamoroso fallimento che andrebbe oltre le “scuse” degli infortuni e della scarsità degli arbitri italiani. Si guardino tutti in faccia e rialzino la testa per un popolo che merita rispetto e impegno fino all’ultimo secondo di gioco.

A cura di Giovanni Frezzetti

© RIPRODUZIONE RISERVATA