Tutte le colpe sono davvero di Allegri? Il tecnico sembra essere il parafulmine perfetto per tutti
Se qualche mese fa mi avessero detto che sarei stata qui avanti ad un computer a provare a difendere Massimiliano Allegri avrei pensato ad uno scambio di persona. Perché chi scrive avrebbe preferito altro per il Napoli sia per il gioco che il suddetto tecnico propone, che per la simpatia non proprio eccelsa, anche se in verità per quanto riguarda questo aspetto ha avuto un ruolo importante la rivalità, ma il presidente De Laurentiis ha scelto lui e in un certo senso la croce è stata abbracciata.
Tutte le colpe sono davvero di Allegri? Il tecnico sembra essere il parafulmine perfetto per tutti
L’accoglienza non è stata delle migliori per lui, ancora prima dell’annuncio si chiedeva la sua testa, #Allegriout, senza nemmeno essere effettivamente l’allenatore del Napoli. A Dimaro, però, sembrava che qualcosa potesse cambiare, nonostante un singolo che gli diede il benvenuto. Ma il Trentino è stata una bellissima illusione, infatti, il tecnico continua a non essere supportato da buona parte della piazza che fatica a mettere da parte il pregiudizio per il bene del Napoli e i risultati di inizio stagione purtroppo non stanno aiutando in questo senso. Ed ecco che arriva la crocerossina che è in me e mi sorge spontanea una domanda: il problema del Napoli è davvero Massimiliano Allegri? Il tecnico livornese è il male supremo di questa squadra? I risultati di questo momento sono davvero figli della sua incapacità? Eppure a chi scrive sembra che in questo momento Allegri sia il parafulmine di tutto ciò che è stato sbagliato.Le prime quattro partite del Napoli non sono solo figlie di questa nuova gestione, ma per quanto duole tantissimo ammetterlo, anche di quella passata. Allegri ha fatto i suoi errori soprattutto nel cambio scellerato di Milano se pensiamo al campo e ad un gioco non eccelso, anche se non totalmente differente al passato. Forse qualcuno lo accuserà anche di esser stato troppo aziendalista, ma nessuno conosce le conversazioni tra lui e la dirigenza. Questo si può accusare al tecnico livornese del corto muso, perché che il bel gioco non sia il suo spirito guida lo si sapeva. Ma in queste prime giornate nella negatività c’è stato persino il segnale di qualche minimo cambiamento.
La colpa è davvero solo di Allegri?
Ecco perché chi scrive avverte la necessità di fare un po’ l’avvocato difensore di Allegri, e sembra ancora strano pensarlo possibile. Massimiliano Allegri in questo momento è il parafulmini, perché ha le spalle abbastanza larghe da sopportare i fucili puntati contro, perché è uno di quelli che ha sempre diviso e spesso ha fatto a gomitate per difendersi. Un tecnico con esperienze, alcune positive le prime avventure al Milan e alla Juventus, altre negative, in cui però si è trovato da solo a portare avanti la faccia prendendo schiaffi e pernacchie. E in questo momento si ha la sensazione che si stia ripetendo questa situazione, Allegri contro tutti, con la sua serenità che a volte può sembrare forzata e tutto intorno che brucia. Sicuramente questo ruolo sa reggerlo e se le cose, come lui stesso è convinto, dovessero cambiare sarà anche il solo ad averle ottenute insieme alla squadra.La panchina di Allegri è davvero al livello delle altre?
Allegri è il perfetto capro espiatorio di questo momento. La piazza che non lo ama, i risultati che non arrivano e il gioco che non prende. Poco importa se Arteta fa uscire Gyökeres e fa entrare Havertz, mentre Allegri fa uscire Hojlund e fa entrare Lucca, poco importa se Chivu si gira e trova Thuram, Bonny, Jones, Mkhitaryan, Çalhanoğlu e Stones, mentre Allegri si trova con tutto il rispetto Badiashile che non gioca dal 7 marzo scorso, Beukema che non ha svolto praticamente la preparazione, un non sostituto di Anguissa e il solito Lucca. La differenza è tutta qui.Allegri ha ereditato un gruppo che aveva vinto due trofei nei due anni precedenti, ma anche un gruppo logorato fisicamente e mentalmente e lui sta provando a ricostruire a fatica tutto, pezzi che forse erano rotti. Si ritrova senza mercato, con rinnovi che distraggono, infortuni ereditati, nuovi arrivati e un cuore che d’improvviso ha fatto capricci, un ambiente ostile alla società e a lui, e nessuno che gli porga la mano per dirgli: "Sta andando male tutto, ma ne usciremo tutti insieme. Squadra, società e tifosi".
Il parafulmini perfetto
Ecco perché lui è il parafulmini. Sicuramente non è l’allenatore dei sogni partenopei, ha un passato ingombrante che ogni tanto fa riaffiorare anche lui con qualche uscita evitabile, non ha ancora trovato una vera identità, e deve lavorare ancora tanto, ma siamo certi che con un altro allenatore sarebbe stato diverso con tutto quello che c’è in questo momento intorno e dentro il Napoli?Quindi, senza voler essere per forza l'avvocato difensore di Allegri, (ruolo che non avrei mai pensato di assumere), forse bisogna un attimo tornare in riga e decidere se essere veri tifosi come si canta allo stadio o fare la guerra che non fa il bene del Napoli? Io sceglierei la prima opzione nonostante tutto.
A cura di Sara Ghezzi
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