Calcio Napoli 1926 Editoriali La furia di Allegri non basta: ora serve una squadra che non si arrende ai propri errori

La furia di Allegri non basta: ora serve una squadra che non si arrende ai propri errori

Sara Ghezzi
Il Napoli ora deve crescere ed esser arrabbiato per aver lasciato ancora una volta punti per strada

Massimiliano Allegri, ai microfoni di DAZN, non ha avuto la forza di commentare la gara pareggiata contro la Roma. Troppa la rabbia per quell'espulsione, forse anche figlia del rammarico e della delusione per aver lasciato ancora punti per strada dopo essere stato in vantaggio. Il Napoli, ancora una volta in questa stagione, aveva la vittoria in mano, ma non è riuscito ad afferrarla. Inter, Fiorentina, Villarreal e Roma: in tutte e quattro le occasioni gli azzurri si trovavano in vantaggio, in due casi addirittura di due gol, ma da queste partite sono arrivati soltanto due punti. Anche contro il Bodø/Glimt si è corso questo rischio, ma in quell'occasione il Napoli è riuscito a segnare un gol in più. Un copione che si ripete e sul quale è arrivato il momento di riflettere.

Il Napoli non ha sfigurato contro la Roma

Alla vigilia, il Napoli partiva sfavorito. L'avvio straordinario della Roma sembrava confermare questo giudizio, eppure gli azzurri sono riusciti a sovvertire i pronostici. Per circa un'ora, la squadra di Allegri ha fatto meglio dei giallorossi, meritando il doppio vantaggio e recriminando, forse, per non aver trovato anche qualche rete in più. Poi la stanchezza ha preso il sopravvento e le solite, maledette fragilità hanno avuto la meglio. La squadra di Gasperini ha rimontato, trovando il pareggio con Soulé e Balerdi. Ma Scott McTominay non ci è stato e, all'83', ha provato a mettere il punto esclamativo sulla gara. Purtroppo, però, il finale di questa partita sembrava non prevedere un lieto fine per il Napoli: all'89' è arrivato il pareggio della Roma, complice l'ennesimo errore difensivo degli azzurri, ancora una volta riconducibile a una leggerezza individuale.
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Nonostante tutto, il bicchiere può essere mezzo pieno. Il Napoli ha mostrato di poter giocare in un determinato modo e di riuscire a mettere in difficoltà una squadra forte come la Roma. Sarebbe sbagliato ignorare i progressi soltanto perché il risultato finale non ha premiato gli azzurri. Ma sarebbe altrettanto sbagliato utilizzare la prestazione come un alibi per giustificare errori che continuano a ripetersi.

Il Napoli inizia a crescere, ma deve ancora imparare a proteggere la sua crescita

Il Napoli sta imparando a costruire la vittoria, ma deve ancora imparare a difenderla. Gli azzurri creano occasioni, sviluppano buone trame offensive e, in alcuni momenti, riescono a lavorare con compattezza anche in fase difensiva. Poi, però, arriva il momento di proteggere il vantaggio e tutto diventa più complicato. Bisogna imparare a non arrendersi ai propri errori, ma soprattutto a reagire senza lasciare che questi compromettano il lavoro fatto fino a quel momento. Ed è proprio questo che, più di ogni altra cosa, sta mancando.

La squadra sta gradualmente trovando una propria identità, anche grazie a una nuova organizzazione del centrocampo: De Bruyne in cabina di regia, Anguissa a garantire equilibrio e interdizione, con la possibilità di inserirsi e diventare protagonista anche in zona gol, e McTominay più libero di attaccare gli spazi. Una soluzione che sta offrendo risposte interessanti e che contribuisce a rendere il Napoli più pericoloso. Ora, però, è arrivato il momento di trovare nuove soluzioni sia in difesa sia in attacco. Dietro si commettono troppi errori, soprattutto individuali, mentre davanti si continua a sprecare troppo.

La furia di Allegri deve essere quella di tutta la squadra

La furia di Allegri, giustificata o meno, deve diventare quella di tutta la squadra. Gli azzurri non possono restare intrappolati nelle proprie fragilità, né continuare a convivere con errori che sembrano trasformarsi in una condanna ogni volta che la partita si fa più delicata. È arrivato il momento di affrontare i propri fantasmi, di smettere di avere paura e di dimostrare di poter crescere anche attraverso le difficoltà. La nuova guida tecnica sta incontrando ostacoli che forse, prima dell'inizio di questa avventura, non erano stati preventivati in questa misura. Eppure, il tempo per risollevare la situazione c'è ancora: serve fiducia, ma anche la consapevolezza che qualcosa debba cambiare.

La Roma ha avuto il merito di crederci fino all'ultimo, conquistando un pareggio che sembrava ormai lontano. Ma il Napoli, per lunghi tratti, era in controllo della gara e ha finito per arretrare, lasciando campo agli avversari e rinunciando progressivamente a gestire il pallone. È qui che la crescita deve compiere il salto di qualità: non basta saper comandare una partita, bisogna avere la personalità per non perderne il controllo.

Allegri deve trovare la chiave definitiva per risolvere i problemi degli azzurri

Allegri continua a ripetere che bisogna lavorare per migliorare. Ed è proprio questo il compito che spetta al tecnico: trovare le soluzioni, correggere le disattenzioni e dare continuità ai segnali positivi. Anche perché, nonostante le occasioni sprecate, nelle ultime due partite il Napoli ha segnato complessivamente sette gol. Un dato che racconta una squadra più incisiva in fase offensiva, ma che rende ancora più evidente il problema: segnare non basta se non si riesce a proteggere il risultato. Perché sono arrivati sette gol, ma in due partite gli azzurri ne hanno subiti sei, un numero troppo alto. Il lavoro dell'allenatore deve servire proprio a questo: trasformare i progressi in continuità e impedire che le fragilità tornino puntualmente a condizionare le partite.

Il Napoli deve continuare a crescere, ma soprattutto deve smettere di ostacolare la propria crescita. La rabbia di Allegri non può essere legata solo all'espulsione, così come la delusione per questo pareggio non può trasformarsi nell'ennesima occasione sprecata per cambiare passo. Deve diventare fame, attenzione, lucidità. Deve spingere gli azzurri a pretendere di più da se stessi, perché il potenziale mostrato contro la Roma non resti soltanto una promessa.

La strada è ancora lunga, ma il Napoli ha dimostrato di poter essere molto più di quello che raccontano i suoi ultimi risultati. Adesso deve trovare il coraggio di crederci davvero. Perché la grandezza non consiste soltanto nel costruire una vittoria, ma nell'avere la forza di non lasciarsela sfuggire.

A cura di Sara Ghezzi

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