Calcio Napoli Editoriali Allegri cerca l'identità del Napoli, tra una difesa shock e troppi errori. Io speriamo che me la cavo...

Allegri cerca l'identità del Napoli, tra una difesa shock e troppi errori. Io speriamo che me la cavo...

Sara Ghezzi
Una squadra ancora lontana dall'esser veramente competitiva

Perdere non è mai bello, perdere dopo esser stato in vantaggio sul 2 a 0 contro l'Inter a San Siro fa ancora più male. Il Napoli contro i nerazzurri aveva lanciato segnali positivi, nei primi minuti del secondo tempo aveva addirittura messo paura ai campioni d'Italia con un uno due impressionante di Politano-Hojlund, poi il corto circuito con una difesa che sembra sempre troppo fragile per essere vera. Sembrava essere il pomeriggio dei sogni, poi tutto è crollato costringendo i tifosi ad una domenica di sofferenza e a qualche giorno difficile per gli azzurri e Allegri prima di un altro match fondamentale contro l'Arsenal.

Tre giorni di passione in attesa dell'Arsenal

Fino a mercoledì saranno i giorni della passione, ci si chiederà cosa possa essere questo Napoli, quanto Allegri resisterà sulla panchina partenopea, qualcuno spererebbe in un suo esonero, qualcuno più razionale, magari si renderà conto che la stagione è appena iniziata e che bisogna dare sempre il tempo di metabolizzare i cambiamenti e la squadra vista a San Siro dovrebbe rassicurare un po' l'ambiente. Perché non si può negare che i partenopei a Milano hanno fatto una buona prestazione, bisogna avere l'onestà intellettuale di ammettere che qualche un passo in avanti rispetto alla gara contro il Genoa e contro il Como.
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L'onestà intellettuale porta a chi scrive a dire che l'Inter in questa Serie A gioca un altro campionato, è nettamente superiore a tutte le altre per titolari e per cambi. Contro il Napoli questa differenza è venuta nettamente fuori. I cambi dei nerazzurri hanno cambiato la partita, quelli di Allegri hanno peggiorato la situazione. Ma tolto questo, gli azzurri hanno veramente rischiato di rovinare i piani dei campioni d'Italia resistendo e creando diverse occasioni sfruttate malissimo dai partenopei. Poi il black out difensivo, ancora più forte dopo le sostituzioni del tecnico azzurro che voleva coprirsi meglio anche con giocatori più forti di testa, ma che poi si è trovato ad esser tradito proprio da quei giocatori lì Badiashile e Lucca.

Commentare questa gara è difficoltoso, perché qualche centimetro ha cambiato il giudizio finale. Se Neres avesse tirato un po' più giù, se Anguissa avesse colpito bene quel pallone non costringendo tutti a sognarlo come peggior incubo tutte le notti, se Rafa Marin non si fosse perso Lautaro, se Rrahmani fosse stato su Thuram invece che a terra, staremmo parlando di un'impresa che il Napoli non avrebbe rubato nonostante la superiorità nerazzurra. Invece ci tocca parlare della seconda sconfitta consecutiva arrivata in modo completamente opposto da quella contro il Como.

Un Napoli ancora senza identità...io speriamo che me la cavo

Allora bisogna parlare del mercato che ha portato un difensore che non giocava da mesi e completamente fuori condizioni, di un sostituto di Anguissa che non c'è costringendo Allegri a puntare su di lui per oltre 90' quando palesemente non è in grado di stare in campo, di un terzino sinistro di livello superiore dopo l'addio di Gutierrez. Bisogna parlare del mancato arrivo di un centravanti che possa permettere ad Hojlund il lusso di essere stanco ed uscire. Bisogna parlare di un Napoli che non esiste ancora, non ha identità e non si riesce a capire quanto effettivamente Allegri la stia cercando e quando questa sarà trovata. Perché è vero che siamo solo all'inizio e bisogna essere sereni, ma bisogna trovare subito la squadra per invertire la rotta che in questo momento presenta molti dossi.

Allegri ha detto alla vigilia gli scontri diretti vanno giocati, alcune partite vanno vinte. E forse la partita contro l'Inter lancia due segnali positivi, il primo che gli azzurri hanno giocato a differenza della gara contro il Como, e l'altra buona notizia è che si gioca già mercoledì dando la possibilità al tecnico e alla squadra di rifarsi subito in Champions League, il vero sogno proibito di De Laurentiis e per il resto....io speriamo che me la cavo!

A cura di Sara Ghezzi

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