Il pareggio con la Roma, i due vantaggi sprecati e le assenze non bastano a spiegare il momento: l'articolo chiama in causa anche calciatori e società.

Il progetto Allegri Napoli doveva garantire equilibrio, solidità e risultati in Serie A. Questa sera alle 20.45, gli azzurri affronteranno il Monza allo stadio Brianteo, senza il tecnico in panchina per squalifica. Ci arrivano con appena 11 punti in 8 giornate e il peso del 3-3 contro la Roma, una partita nella quale hanno sprecato due volte il vantaggio.

La Lazio è già a quota 25 punti, seppure con una gara giocata in più. Gli infortuni pesano e le assenze condizionano le scelte, ma non possono giustificare tutto. Quando una squadra raccoglie più attenuanti che vittorie, il problema non è più soltanto la classifica. È la responsabilità di chi dovrebbe cambiarla.

Allegri Napoli — [descrivi cosa fa nella foto, es. "Allegri Napoli in allenamento a Castel Volturno"]

Allegri e un Napoli che non sa difendere i propri vantaggi

Il pareggio contro la Roma ha messo in evidenza una contraddizione che ormai accompagna gli azzurri da troppe settimane.

Il Napoli sa costruire, creare occasioni e segnare. Poi, però, perde lucidità. Concede campo, smarrisce le distanze e finisce per restituire agli avversari ciò che aveva conquistato.

I 10 gol subiti nelle prime 8 giornate sono un dato che non può essere attribuito soltanto all'assenza di qualche difensore.

Allegri è stato scelto anche per la capacità di dare equilibrio e concretezza. Due caratteristiche che, finora, non si sono tradotte nella continuità necessaria.

Non significa ignorare le difficoltà dell'allenatore. Significa riconoscere che la responsabilità tecnica non può scomparire ogni volta che si presenta un'emergenza.

Una squadra deve avere un'identità anche quando mancano alcuni protagonisti. Deve saper soffrire senza disunirsi. Soprattutto, deve imparare a vincere le partite che ha già indirizzato dalla propria parte.

Perché non basta costruire un vantaggio. Bisogna avere la personalità per difenderlo.

Le responsabilità non finiscono sulla panchina

Sarebbe troppo semplice trasformare Allegri nell'unico imputato.

Anche i calciatori devono assumersi le proprie responsabilità. Una squadra con ambizioni importanti non può alternare momenti di grande qualità a distrazioni che compromettono sistematicamente il risultato.

E la società non può considerarsi estranea a questa situazione.

Le ambizioni devono essere sostenute dalle scelte, dalla costruzione della rosa e dalla capacità di intervenire quando emergono problemi strutturali.

Il Napoli non può vivere aspettando il prossimo rientro dall'infermeria. Perché mentre qualcuno recupera, qualcun altro si ferma. E intanto le giornate passano.

Non si può continuare a rimandare il momento in cui questa squadra dovrà dimostrare ciò che vale.

Il Napoli sta chiedendo troppo alla pazienza dei tifosi

C'è un aspetto che considero ancora più preoccupante della classifica: il rischio di abituarsi.

Abituarsi a un pareggio dopo essere stati in vantaggio. A una buona prestazione che non produce una vittoria. A cercare negli episodi la spiegazione di un risultato deludente.

Il tifoso napoletano conosce il significato della sofferenza. Non pretende che ogni partita finisca con una vittoria. Ma ha il diritto di chiedere una squadra riconoscibile, competitiva e consapevole della maglia che indossa.

Non può essere sempre il tifoso a comprendere. A perdonare. Ad aspettare. A un certo punto devono essere gli altri a rispondere.

La trasferta di Monza arriva dopo settimane difficili, con Allegri costretto a seguire la partita lontano dalla panchina. Un'assenza che complica ulteriormente le cose, ma che non può diventare un'altra attenuante preventiva.

Non serve una prestazione da applaudire soltanto per qualche bella giocata. Servono punti, personalità e la capacità di gestire una partita dall'inizio alla fine.

Il Napoli ha ancora il tempo per correggere la propria stagione. Ma non può continuare a consumarlo raccontando quello che avrebbe potuto essere.

Undici punti in otto partite non sono un incidente da archiviare. Sono un giudizio sul lavoro svolto finora.

E finché quel giudizio non cambierà, ogni nuova giustificazione avrà sempre meno valore.

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