Il brasiliano è tra i pochi a dare vivacità alla manovra azzurra, ma nel finale si ferma nuovamente per un problema muscolare
Ci sono sconfitte nelle quali si può trovare qualche attenuante, aggrapparsi a una prestazione individuale o salvare qualcosa da cui ripartire. Quella del Napoli contro il Venezia, invece, è una di quelle partite in cui diventa persino complicato individuare un calciatore da assolvere. Una squadra spenta, prevedibile, incapace per lunghi tratti di imporre il proprio gioco contro un avversario che, fino a quel momento, non aveva ancora conquistato una vittoria in campionato. Eppure, nel grigiore generale del Penzo, un piccolo segnale positivo è arrivato. Porta il nome di Alisson Santos.
Il brasiliano, entrato al 54’ al posto di Giovane, ha provato a cambiare il volto di una squadra che sembrava aver smarrito idee, intensità e personalità. Non una prestazione straordinaria, sia chiaro, ma probabilmente l’unica capace di distinguersi in positivo in un pomeriggio da dimenticare. Alisson ha portato quella vivacità che era mancata per buona parte dell’incontro: accelerazioni, incursioni, movimenti ad accentrarsi e soprattutto la volontà di puntare l’avversario e cercare la conclusione.
Un atteggiamento che ha restituito almeno un pizzico di imprevedibilità alla manovra azzurra. Il brasiliano è stato protagonista di alcune delle occasioni più interessanti della ripresa, trovando sulla propria strada un Filip Stankovic in giornata di grazia. Prima la conclusione salvata sulla linea da Juan Jesus, poi il tentativo nel finale sul quale il portiere del Venezia si è fatto trovare ancora pronto. In una squadra che faticava persino a trovare il coraggio di osare, Alisson ha avuto quantomeno il merito di provarci.
Alisson Santos, dall’unica nota positiva all’ennesima beffa: il Napoli trema
Ed è proprio questo l’aspetto che dovrebbe far riflettere maggiormente. Non tanto la prestazione del brasiliano, quanto il fatto che, per individuare qualcosa di positivo nel Napoli, si debba guardare a un calciatore appena rientrato da un infortunio e subentrato a partita in corso. Troppo poco per una squadra costruita per ben altre ambizioni, che non può affidare la propria reazione esclusivamente alle iniziative individuali di chi entra dalla panchina.Ma il pomeriggio di Alisson Santos ha riservato anche l’ennesima beffa. Proprio in occasione di una delle sue ultime conclusioni, l’esterno ha accusato un nuovo problema muscolare, tornando a fare i conti con quell’incubo dal quale sembrava essersi appena liberato. Un’immagine emblematica della giornata azzurra: l’unico giocatore capace di accendere una scintilla finisce per spegnersi a sua volta. Le sue condizioni saranno valutate nelle prossime ore, con il timore di dover affrontare un altro periodo di assenza.
La sconfitta contro il Venezia lascia dunque molto più di tre punti persi. Lascia interrogativi sulla qualità del gioco, sull’atteggiamento della squadra e sulla capacità di reagire alle difficoltà. Alisson Santos non può essere la soluzione a tutti i problemi del Napoli, né una buona mezz’ora può cancellare una prestazione collettiva insufficiente. Ma se l’unica nota positiva arriva da un calciatore appena recuperato e nuovamente fermatosi, allora il problema è decisamente più profondo.
E mentre Allegri sarà chiamato a trovare risposte immediate, resta una considerazione tanto semplice quanto amara: a Venezia si è salvato forse soltanto Alisson Santos. E il Napoli rischia di aver perso nuovamente anche lui.
A cura di Angelo Salzano
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