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calcionapoli1926 champions league La UEFA dovrà risarcire per 20 milioni il matematico Leandro Shara: il motivo

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La UEFA dovrà risarcire per 20 milioni il matematico Leandro Shara: il motivo

Ugo Casadio
La clamorosa notizia arriva direttamente da Madrid

I colleghi di SportMediaset hanno riportato la notizia che la UEFA per l'algoritmo Champions, dovrà risarcire per 20 milioni il matematico Leandro Shara. Di seguito quanto evidenziato:

"La Uefa finisce sotto la lente della giustizia ordinaria per il presunto plagio del nuovo formato delle competizioni europee, con una richiesta di risarcimento record. Secondo El Confidencial, il Tribunale Commerciale numero 16 di Madrid si è infatti dichiarato competente a giudicare l'operato del massimo organismo calcistico continentale, accusato di aver "copiato" l'algoritmo alla base della nuova Champions League a girone unico.

Al centro della contesa legale c'è Leandro Shara, matematico e consulente cileno, che rivendica la paternità intellettuale del modello a otto partite introdotto lo scorso anno anche in Europa e Conference League. Secondo l'accusa, Shara avrebbe presentato i suoi studi ai vertici della Uefa in una serie di incontri privati iniziati nel 2013, senza però mai arrivare alla firma di un contratto formale o al riconoscimento delle royalties.

La battaglia legale entra ora nel vivo con una richiesta di indennizzo da 20 milioni di euro per violazione della proprietà intellettuale e concorrenza sleale. Shara sostiene che la Uefa abbia implementato la sua intuizione matematica senza autorizzazione, privandolo della possibilità di commercializzare il modello in esclusiva sul mercato europeo e incassando i proventi di un format che ha rivoluzionato il calendario calcistico internazionale.


Perché il processo si terrà in Spagna?

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 La decisione del tribunale madrileno rappresenta una prima piccola sconfitta per la strategia difensiva, che aveva tentato di spostare il contenzioso in Svizzera: i legali della Uefa sostenevano che, essendo le competizioni progettate e coordinate dalla sede di Nyon, la magistratura spagnola non avesse giurisdizione internazionale su una questione di tale portata. Tuttavia, il giudice spagnolo ha ribaltato parzialmente questa tesi con una motivazione che crea un precedente interessante: poiché le partite dei tornei Uefa si disputano fisicamente anche sul suolo iberico, l'atto di "sfruttamento" del presunto formato plagiato avviene concretamente in Spagna. Questo dettaglio tecnico permette alla corte di dichiararsi competente, sebbene con un perimetro d'azione circoscritto esclusivamente ai danni economici maturati entro i confini nazionali.

Quali sono i rischi reali per il governo del calcio europeo?

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 Sebbene il tribunale abbia chiarito di non poter decidere sulle sorti internazionali della competizione, la Uefa si trova ora costretta a difendere la trasparenza dei propri processi creativi. Il rischio non è solo economico, ma d'immagine: una condanna, anche se limitata al territorio spagnolo, confermerebbe il dubbio che il format più redditizio del mondo sia nato da un'appropriazione indebita"