E se così non fosse? Due binari e due strade. La prima l'allenatore: De Laurentiis aveva in mente con forza e insistenza il nome di Vincenzo Italiano, gli ultimi giri di valzer del rapporto tra l'allenatore di Karlsruhe e il Bologna dicono che lui e Joey Saputo dovrebbero continuare a ballare insieme un giorno e separarsi quello successivo. Summit rimandato, Italiano resta il nome più 'facile' per il Milan in caso di separazione, mica solo per il Napoli ma non è il solo (ci arriveremo). Detto questo, Italiano sarebbe, era, è, il primo nome per gli azzurri, ma in caso alternativo? Maurizio Sarri, il gran ritorno, sarebbe quello il nome principe e principale nella mente di ADL. Per il tecnico c'è una priorità, la finale di Coppa Italia con la Lazio. Da lì poi vedrà Claudio Lotito per capire cosa fare in futuro, se le volontà collimeranno: se la via e la strategia non dovesse mutare, ecco che allora l'addio sarebbe probabilissimo. Fabio Paratici ci aveva pensato concretamente per la Fiorentina (orientata su Fabio Grosso, in alternativa Daniele De Rossi), ma i corsi e trascorsi con i Viola e le rotture passate paiono chiudere all'ipotesi.
Così Sarri Napoli? Così, in caso d'addio di Conte agli azzurri, per il club di De Laurentiis si aprirebbe l'altra via del mercato. Ripartire con un progetto non da ricostruire dalle basi, non da riprogettare, ma con delle fondamenta dove inserire giocatori 'alla Alisson'. Come fu quel Napoli di Sarri, ma con un livello di partenza diverso. Riaprire un ciclo partendo con ambizioni importanti a breve corso. E con questo, contenere anche i costi di stipendi, ingaggi e non soltanto. E' il cuore diviso a metà di De Laurentiis che parla, il ds Giovanni Manna è già al lavoro per battere entrambe le vie".
E quale futuro per Conte in caso d'addio?
—"Giusto, ci manca e vi manca un tassello. E Antonio Conte? Eccolo, il grande dilemma. Legittimo, non vuol fermarsi ma neppure accontentarsi. Il solito vulcano. E se dovesse essere addio? Per l'Italia e per il probabile grande favorito Giovanni Malagò per la guida della FIGC, il primo nome è Massimiliano Allegri. Per convincerlo servirebbe un progetto di quattro anni, uno stipendio che la Federcalcio da sola non può garantire (con Conte arrivò il supporto degli sponsor): smentite ammesse, concesse, capite e legittime, tra i salotti c'è chi sussurra che le parti ne stiano già amabilmente discutendo. Conte è un piano B, forse C, probabilmente quella chiamata all'azzurro dell'ex ct è stato un messaggio a De Laurentiis che però il Presidentissimo ha colto al balzo.
E allora, dove potrebbe andare, Conte? Juventus, no. Inter, no. Roma, no. Cosa manca? Quella piazza che nella primavera del 2025 lo aveva corteggiato e caldeggiato, tramite il suo amministratore delegato, salvo poi restar scottata dalla decisione di restare a Napoli di Conte. Solo se Giorgio Furlani e il tecnico salentino dovessero riallacciare un rapporto strappatosi illo tempore, allora la storia potrebbe ripartire. Ma siamo sempre nel campo delle ipotesi, dei what if. Ma dove potrebbe andare altrimenti, lui che fermo ancora non vorrebbe stare, se non in un Napoli di rinnovate ambizioni o in un Milan dove urgerebbe però un calumet della pace? In mezzo c'è il nome di Italiano, e poi Sarri, e poi Conte, e poi chissà cos'altro accadrà..."
© RIPRODUZIONE RISERVATA



/www.calcionapoli1926.it/assets/uploads/202503/271e9e5e02bc957fa8e27c2615deacf6.jpg)