Ma facciamo qualche esempio, partendo dalle cose positive. Scott McTominay è un fuoriclasse assoluto, un giocatore capace di fare la differenza contro chiunque e in qualsiasi competizione, ma da solo non può certamente bastare per far sì che il Napoli possa diventare sempre più forte. Poi ci sono Rasmus Hojlund e David Neres, che chi prima chi dopo, stanno dimostrando di essere giocatori adatti per rendere il club azzurro sempre più importante, ma il resto degli acquisti non convincono e il salto di qualità, quello definitivo dopo la vittoria di due Scudetti in tre anni, quello che avrebbe dovuto portare il Napoli a lottare anche in Champions League, non è arrivato. L'ingenuità di Alessandro Buongiorno nella gara contro il Copenaghen è soltanto l'ultima prova che ci dice che i 35 milioni investiti un anno e mezzo fa sono stati troppi per il reale valore del calciatore, che comunque non è l'unico. Noa Lang e Lorenzo Lucca sono gli esempi più clamorosi di cosa non abbia funzionato nelle scelte, tanto che il Napoli sta facendo le corse per cederli entrambi dopo appena metà stagione, sperando che quei diritti di riscatto che inserirà negli accordi con Galatasaray e Nottingham Forest possano trasformarsi poi in cessioni a titolo definitivo, perché in caso contrario sarebbe complicatissimo competere nel calciomercato estivo la prossima estate.
Ma ci sono poi anche tanti altri esempi da poter fare, guardando soltanto gli ultimi due anni di mercato. Dai 33 milioni spesi per Sam Beukema ai 10 versati all'Empoli per Luca Marianucci, dai quasi 40 complessivi per Gutierrez e Gilmour ai 14 per Rafa Marin, girato poi in prestito. La sensazione è che siano sempre gli stessi (Di Lorenzo, Rrahmani, Juan Jesus, Anguissa prima dell'infortunio) a far sì che il Napoli continui a reggere il passo, o quantomeno a provarci, ma analizzando il problema ancora più a fondo c'è ancor meno da sorridere per la società azzurra. Dei tanti calciatori arrivato quasi nessuno ha mercato e un club che ha fatto la sua fortuna anche attraverso le cessioni, da Cavani a Higuain fino a Osimhen e Kvaratskhelia (solo per citarne alcuni) dovrà fare presto i conti con la nuova realtà. Il cambio di strategia, servito anche per convincere Antonio Conte sia a firmare la prima volta che a restare dopo la vittoria dello Scudetto, non sta pagando e il timore che sta passando nella testa di Aurelio De Laurentiis, è che alcune scelte possano finire per rovinare un progetto che fino a poco fa era stato perfetto. Le prossime scelte dovranno essere esemplari, gli errori non sono più ammessi. Perché il Napoli deve sì pensare al presente, ma non può rischiare di compromettere il suo futuro".
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