Ripresa di sofferenza e maturità
—Nella ripresa la Fiorentina cambia e alza ulteriormente il ritmo, cercando più presenza offensiva e provando a riaprire il match con conclusioni dalla distanza e cross in area. Il Napoli risponde con attenzione e spirito di sacrificio, mantenendo compattezza tra i reparti e provando a uscire quando ne ha l’occasione. Al 52’ arriva un primo cambio per le azzurre, con l’ingresso di Hauge Kjølholdt al posto di Banušić; poco dopo, al 60’, la gara si interrompe per l’infortunio di Giordano, costretta a lasciare il campo: al 62’ entra Veletanlic, mentre al 61’ erano già arrivati gli innesti di Sciabica e Muth. La partita resta intensa, con la Fiorentina che spinge e il Napoli che si difende con ordine, cercando di sfruttare le transizioni. Al 78’ Fløe va vicina alla rete con un tiro respinto, segnale di un Napoli ancora presente e capace di rendersi pericoloso. La Fiorentina trova però l’1-2 all’81’: Omarsdottir, su cross di Woldvik, accorcia di testa da distanza ravvicinata e riapre il finale. Negli ultimi minuti le padrone di casa aumentano l’assedio, mentre il Napoli si compatta e gestisce con maturità, anche nei momenti più delicati: all’87’ un check FVS esclude un calcio di rigore per la Fiorentina, e nel recupero le azzurre resistono tra piazzati e palloni messi in area, fino al triplice fischio.
Tre punti che pesano
—Finisce 2-1 per le partenopee: un successo di peso specifico altissimo, costruito con cinismo nel primo tempo e difeso con solidità nella ripresa, che conferma il momento del Napoli Women e il valore di un gruppo capace di crescere settimana dopo settimana. Decisiva Fløe con gol e assist, e tre punti che proiettano le azzurre ancora più in alto in classifica.
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