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calcio

Gattuso risponde alle accuse: “La mia storia parla per me, bisogna darsi una calmata”

Giuseppe Canetti

"Non permetterò più che qualcuno, con accuse terribili, ostacoli il mio lavoro"

Nella giornata di ieri vi abbiamo raccontato della campagna portata avanti da alcuni tifosi del Valencia contro l'arrivo Gennaro Gattuso sulla panchina del club spagnolo. Il tecnico calabrese è stato accusato di essere omofobo, misogino e razzista. Non si è fatta attendere la sua risposta.

Le parole di Gattuso

Intervenuto ai microfoni de La Gazzetta dello Sport, Gattuso si è volute difendere dalle accuse che gli sono state rivolte dai tifosi iberici. L'ex allenatore azzurro, innanzitutto ha detto:

"La mia storia parla per me. Io razzista? Io omofobo? Io xenofobo? Io machista? Ma siamo impazziti? Qui è ora di darsi una calmata".

Poi ha spiegato:

"Allora cominciamo: la frase sulle donne, pronunciata al momento dell’ingresso nel calcio di Barbara Berlusconi, voleva essere una difesa dell’operato di Galliani che era stato accantonato in malo modo. Razzista io? E allora perché avrei fatto acquistare, quand’ero al Napoli, Bakayoko? Mai avuto nulla contro i giocatori di colore, molti dei quali sono stati miei compagni di squadra e amici".

Infine ha concluso:

"Che cosa sanno di me questi signori che parlano di razzismo, questi leoni che si nascondono dietro una tastiera o dietro un nickname? Vengo da un paesino della Calabria, Corigliano Calabro. Mi sono fatto da solo, da ragazzo sono andato a giocare in Scozia, ai Rangers di Glasgow. Sapete che può voler dire per un 'terrone' trovarsi fuori dall’Italia e dimostrare a tutti di riuscire a cavarsela? La mia carriera l’ho costruita con la fatica, l’impegno, il sudore. Nessuno mi ha regalato nulla. E non permetterò più che qualcuno, con accuse terribili, ostacoli il mio lavoro".