Lo scrittore ha dedicato una lettera per commemorare lo storico campione che ci ha lasciati oggi all'età di 66 anni
La toccante lettera di Michele Chiariello per Baresi: "Il calcio perde uno dei suoi signori"
Lo scrittore Michele Chiariello ha dedicato una lettera per commemorare Franco Baresi, lo storico campione che ci ha lasciati oggi all'età di 66 anni.
La lettera commemorativa a Franco Baresi
"Ci sono uomini che vincono. E poi ci sono uomini che diventano un simbolo. Franco Baresi apparteneva a questa seconda categoria. Per chi è cresciuto con il calcio degli anni Ottanta e Novanta, il suo nome non era semplicemente quello del numero 6 del Milan. Era la certezza che esistessero ancora valori che nessuna cifra, nessun contratto e nessuna tentazione avrebbero mai potuto comprare. Oggi il mondo del calcio piange uno dei suoi figli più nobili. Non soltanto il popolo rossonero. Tutti. Perché quando se ne va un uomo come Franco Baresi, il dolore supera ogni bandiera. Tra le mie mani custodisco un tesoro che da oggi vale ancora di più: il suo autografo sul mio libro. Una dedica semplice, "Per Michele", accompagnata da una firma elegante, proprio come era lui. Non è soltanto un inchiostro su una pagina. È il ricordo tangibile di un gigante che ho avuto l'onore di incontrare. Baresi non aveva bisogno di alzare la voce. Parlava il suo calcio. Parlavano i suoi interventi perfetti, la sua classe, il suo senso della posizione, la sua capacità di guidare una squadra con uno sguardo prima ancora che con le parole. È stato il cuore del Milan più bello della storia. Quel Milan che dominava l'Italia, l'Europa e il mondo. Il Milan di Sacchi e Capello, delle notti di Coppa dei Campioni, delle finali vinte, delle imprese impossibili diventate realtà. Accanto a campioni straordinari, lui era il punto fermo. Il capitano. L'anima. Ma sarebbe riduttivo ricordarlo soltanto per i trofei. Perché Franco Baresi era molto di più. Era l'incarnazione del rispetto. Dell'umiltà. Dell'educazione. Di un calcio in cui la parola "bandiera" aveva ancora un significato profondo. Non cercava riflettori. Non alimentava polemiche. Lasciava parlare il campo. Ed è forse proprio questo il motivo per cui oggi viene ricordato con un affetto che va ben oltre il tifo. In un'epoca in cui i calciatori cambiano maglia con la stessa facilità con cui si cambia un profilo social, lui è rimasto fedele a una sola storia, a un solo stemma, a una sola famiglia calcistica. Era un gentleman. Uno di quelli che oggi sembrano appartenere a un'altra epoca. Chi ha avuto la fortuna di vederlo giocare sa bene che con lui se ne va un pezzo della propria giovinezza. Le domeniche davanti alla televisione. Le notti europee. Le emozioni vissute con il cuore in gola. I racconti dei padri ai figli. Le figurine consumate. Le esultanze. I sogni. Con Franco Baresi se ne va una parte di quel calcio romantico che forse non tornerà più. Resteranno le immagini. Le coppe alzate al cielo. La fascia da capitano. Quel numero 6 diventato leggenda. E resterà soprattutto il suo esempio. Perché le vittorie passano. I record vengono superati. Gli uomini veri, invece, diventano eterni. Addio, Capitano. Grazie per averci insegnato che si può essere i più grandi senza mai sentirsi superiori agli altri. Grazie per aver dimostrato che il talento è un dono, ma l'eleganza dell'anima è una scelta. Oggi il Milan perde la sua bandiera. Il calcio perde uno dei suoi signori. Noi perdiamo un campione. La storia, invece, conserverà per sempre il suo nome tra quelli che non avranno mai bisogno di essere ricordati, perché non saranno mai dimenticati".
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