Forse ci andremo nel 2030, chissà, ma una cosa è certa che nel giro di sette mesi hai ridato un forte senso di appartenenza a tutti quei giocatori che indossano la maglia azzurra. Hai creato un collettivo fiero di rispondere alla chiamata della nostra nazionale, pronti a battagliare e a sacrificarsi per questi colori. Hanno imparato a rispondere presente anche se infortunati, a seguire la squadra sempre ed in ogni circostanza. Proprio come facevi tu da calciatore. Ti sei quasi specchiato in questo fantastico gruppo che avevi creato in così poco tempo, ed è questo il vero motivo della tua tristezza, dei tuoi occhi pieni di lacrime. Nelle tue parole, nel tuo dire che "questi ragazzi e tutto lo staff si meritavano questa qualificazione" è racchiuso il Rino pensiero. Purtroppo in cuor mio so già che darai le dimissioni perché hai fallito la tua missione e perché il contratto non è mai stato una tua priorità. Però non può finire così. È dura da digerire amico mio, ma tu sai come ci si rialza. Forse sarà più dura di altre volte, ma io come tanti italiani che si rispecchiano in te, vogliamo che tu rimanga su questa panchina tanto bollente e tanto scomoda.
Lo sai che nella mia vita sei stato un punto fermo ed un esempio di lotta e speranza, soprattutto dopo che la sclerosi multipla nel 2006 (l' anno in cui sei diventato Campione del Mondo) ha deciso di impadronirsi del mio corpo, ora permettimi in qualche modo di esserlo io per te. Dopo 20 anni, ho imparato a vedere sempre il bicchiere mezzo pieno, anche quando non ho nemmeno la forza di alzarmi dal letto. Ora la stessa cosa devi farla tu. Sembra una frase fatta ma "dopo il buio, durante la tempesta il sole trova sempre il modo per farsi spazio e ritornare a splendere. Non devi mollare, il calcio ha bisogno di uomini veri come te, di gente che non ha paura di prendersi delle responsabilità. Tu sei uno dei pochi esempi rimasti da seguire, non solo nel calcio ma nella vita di tutti i giorni. Ci sono ragazzini, così come ho fatto io, che cominciano a dare i primi calci al pallone con indosso la tua leggendaria maglia numero 8. Perché hanno nella loro mente scolpiti i tuoi insegnamenti e la tua voglia di arrivare, anche quando tutt'attorno gli dice di mollare. Tu già nel novembre del 2021 mi hai regalato un sogno, quello di incontrarti ed abbracciarti, ed oggi posso vantarmi di essere tuo amico. Adesso promettimi che ne regalerai un altro a me e a tutti gli italiani che hanno gioito quando hai accettato l'incarico di commissario tecnico della nostra tanto bistrattata nazionale".
RIMANI SULLA PANCHINA E RIPORTACI DOVE MERITIAMO DI STARE. IO MI FIDO DI TE. L'ITALIA SI FIDA DI TE. Un'ultima cosa, ricordati del nostro motto: "NEVER GIVE UP".
By il tuo amico MICHELE CHIARIELLO
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