Tarro: “Il mio Nobel sono le vite salvate, condivido l’idea di riaprire e tornare a vivere”

Il virologo Giulio Tarro, candidato due volte al Premio Nobel per la Medicina, ha fatto il punto della situazione sull’emergenza coronavirus ai microfoni di Radio Punto Nuovo. Ecco quanto evidenziato dalla redazione di CalcioNapoli1926.it:

“Ci sono situazioni particolari che si vogliono creare, gente che il 2 Febbraio ha detto di totale sicurezza in Italia, si è trovato spiazzato dagli avvenimenti soprattutto da chi con molta calma ed esperienza si è espresso diversamente. Le prospettive dell’epidemia che stiamo vivendo e le eventuali soluzioni mi vedono su un’altra linea di pensiero. L’esperienza delle epidemie napoletane ha fatto diventare Napoli capitale, grazie anche al Cotugno che è un ospedale predisposto per le malattie infettive. Ci sono certe situazioni contrastanti con la realtà dei fatti, è un aspetto importante da dover considerare prima di polemizzare”.

Tarro e le candidature al Nobel

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“Auto candidato al premio Nobel? E’ una sciocchezza. Uno viene candidato a due Nobel non necessariamente della materia. In particolare ci sono le accademie ed università che possono propugnare per la nomina. Idee che danno fastidio? Ho una visuale globale della situazione, ho sempre avuto contatti con Stati Uniti, Inghilterra, Cina, non mi sembra di aver a che fare con gente senza esperienza. Non ho interessi politici per quello che dico, sono un medico di una certa età ed ho molta esperienza. Ho salvato tante vite, quella è la cosa principale, quello è il mio Nobel.

Atteggiamento di Spadafora? Per ragioni d’età sono passato sotto diversi governi, da De Gaspeti in poi, gente che ha avuto tutt’altra visione delle situazioni. Questa gente che si esprime in un certo modo, è la stessa che sta all’altezza della sanità secondo cui dobbiamo aspettare il vaccino per uscire. Come ci si può esprimere in questo modo? Sembra totalmente fuori dalla realtà. Siamo gli unici a cercare di trattenere il più possibile il Covid-19″.

“Lo sport all’aria aperta è tra i migliori metodi antivirali in assoluto”

Parole di Rakitic? Dobbiamo aggiungere che dai bambini ai giovani adulti, tutti gli sportivi, sono il miglior antivirale che esista. Certe situazioni mi riportano alla ricetta israeliana che sono convinto sia la migliore: proteggiamo gli anziani, ma liberiamo i giovani con un’immunità che si istituirà. Lo sport è importante per tutti, i giovani possono praticarlo che sia individuale o collettivo. Siamo di fronte ad una malattia respiratoria, dunque il virus si trasmette esclusivamente per via aerea ravvicinata, i miei colleghi nella sanità, medici e para sanitari hanno molte più possibilità di contrarre il virus. Tornare a vivere o stringere i cordoni? Sono dalla parte dei calabresi che hanno riaperto tutto”.

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