Tavecchio: “La questione del VAR parte dal 2014 e fu accolto con indifferenza dalla classe arbitrale”

L’ex presidente della FIGC, Carlo Tavecchio, ha rilasciato alcune interessanti dichiarazioni sul VAR e sul presidente dell’AIA Marcello Nicchi

Tavecchio: “Giua? Il Napoli ha un grande avvocato”

In diretta a ‘Punto Nuovo Sport Show’, trasmissione con Umberto Chiariello in onda su Radio Punto Nuovo, è intervenuto l’ex presidente della FIGC, Carlo Tavecchio:

Ho lasciato la Federazione con dimissioni spontanee perché per me non andare ai Mondiali è un fatto gravissimo e qualcuno doveva dimostrare di aver capito. Ho voluto trascinare con le mie dimissioni anche la parte politica, il mio è stato un gesto corretto dal punto di vista etico e morale 

Sul VAR

Il VAR è un discorso molto ampio che parte da una questione nel 2014. Due anni dopo vennero stabilite le norme di ausilio agli arbitri e si doveva capire chi dovesse applicarle. Le abbiamo applicate noi contro l’indifferenza del sistema arbitrale che non aveva avuto modo di apprezzare. L’uomo non può stabilire 10 cm a vista di fuorigioco, quindi questa tecnologia ha migliorato l’andamento delle partite. Il VAR è una grande innovazione ed il calcio è arrivato anche tardi ad utilizzare questo supplemento. Presunzione di non andare al VAR? L’arbitro è il primo grado di giustizia sportiva, è difficile giudicare. Ognuno ha le proprie caratteristiche e peculiarità, anche se mi sembra illogico non utilizzare un supplemento che può darti una mano concreta. Non ho seguito le polemiche di Giua, ma il presidente del Napoli ha il suo avvocato che sa il suo mestiere

Su Nicchi

Nicchi? Le dichiarazioni restano agli atti. Non posso giudicare gli arbitri che sono un’associazione con le proprie gestioni politiche, avranno le proprie motivazioni per eleggere Nicchi

Sul campionato

E’ un campionato finalmente combattuto, la completa egemonia dei risultati della Juve era troppo, anche se credo sia difficile spodestarla

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