Comitato tecnico scientifico: “Modello Germania? L’Italia è già un esempio”

Il Professor Alberto Villani, membro del comitato tecnico scientifico istituito dal governo nonché Presidente della società italiana pediatria, è intervenuto oggi ai microfoni di Radio Marte. L’occasione è stata sfruttata per fare chiarezza riguardo il protocollo per la ripresa della Serie A. Ecco quanto evidenziato dalla redazione di CalcioNapoli1926.it:

Comitato tecnico scientifico: “C’è il dovere di fare valutazioni”

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“Il Comitato tecnico scientifico esprime pareri specifici su punti specifici, poi c’è la valutazione politica su ciò che va fatto e come. Noi, in merito al calcio, possiamo ribadire che il tampone è la fotografia di un momento. Se un giocatore fa il tampone di martedì ed è negativo (peraltro senza certezza al 100% ma al 70-80% dei casi), può essere dovuto anche ad altri fattori e bisogna tenerne conto. Il fatto che il tampone dica che è negativo non dà certezza sul fatto che non possa diventare positivo successivamente. Il Comitato non detta condizioni ma fa valutazioni e ha il dovere di farlo. Spadafora dice che le nostre valutazioni sono vincolanti, io dico che ciò che è vincolante è il coronavirus. Dipende tutto da lui, ed è la situazione sanitaria che determina valutazioni e scelte. In Corea del Sud c’è stata un’apertura e ora la situazione è precipitata, anche nel resto del mondo ci sono casi analoghi e negli Stati Uniti, dove i bambini hanno continuato la frequenza scolastica, oggi si vive una situazione drammatica”.

Una risposta alle parole di Tommasi

“Possibile fare dei cambiamenti al protocollo in corso d’opera? E’ questo il nocciolo della questione. Noi dobbiamo valutare periodicamente tutte le situazioni e adattare di conseguenza i provvedimenti da prendere, quindi i test e gli esami da fare. Se continuasse un trend favorevole e quindi si riuscisse a diminuire la contagiosità, allora forse potremmo venire maggiormente incontro al calcio, ma vi dico che di rientro dalla riunione odierna del comitato sono passato per Ponte Milvio e ho visto una situazione molto preoccupante. Quindi cauti con l’ottimismo, perché tutto dipende dal senso di responsabilità dei cittadini. I comportamenti delle persone sono alla base di tutto. Se le precauzioni non si prendono si prenderanno a dovere, l’Italia rischia ancora”.

Modello Germania con il solo positivo in quarantena? Finora l’Italia sta rappresentando un modello nel mondo e lo dico con orgoglio. Perché non facciamo la domanda inversa e non ci chiediamo perché non siano loro ad adottare il nostro protocollo, più tutelante? In questo momento io preferisco stare in Italia e non in Germania.

La bolla di cui parla la sottosegretaria Zampa? Benissimo, ma se un soggetto è positivo poi la bolla crolla automaticamente, perché si possono contagiare anche 2, 3 o 5 compagni e così via. E’ dimostrato che prima che si possa rilevare il virus in chi l’ha contratto, il soggetto è già contagioso”.

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