Messico, manifestanti danno fuoco ad un poliziotto: il video shock

Un poliziotto, in Messico, ha pagato le conseguenze del persistere degli scontri. Le proteste, scoppiate dopo la morte del 30enne Giovanni Lopez, non accennano a placarsi. In alcune circostanze, inoltre, si arriva anche a compiere gesti estremi.

Messico, alcuni manifestanti danno fuoco ad un poliziotto

Poliziotto Messico

Un gruppo di manifestanti ha accerchiato alcuni agenti. Ad uno di loro, mentre monta in sella alla sua moto, viene versato del liquido infiammabile sulla divisa. In un attimo divampano le fiamme ed il poliziotto cade a terra. Nel tentativo di spegnerle rotola ed è subito soccorso dai colleghi.
 

La situazione al di là dell’Oceano

Si tratta, purtroppo, di una delle tante notizie sconvolgenti che arrivano dall’altra parte dell’Oceano. Solo qualche settimana fa, in America, George Floyd perdeva la vita a causa dell’abuso di potere di un agente che lo aveva fermato. L’afroamericano ha lasciato una moglie ma soprattutto una figlia di 6 anni.Proprio la bambina, Gianna Floyd, ha provato a raccontare le proprie emozioni in occasione di un’intervista ai microfoni di Abc. La bambina era accompagnata dalla madre Roxie Washington. Questa, come riferisce il mezzo stampa ANSA, non è ancora riuscita a spiegare alla bambina il modo in cui suo padre è morto. Di seguito le parole della bambina:

“Voglio che la gente sappia che mi manca. Da grande voglio fare il medico per aiutare gli altri”.

La precisazione della madre: “Non sa ancora cosa è successo. Le ho detto che suo padre è morto perché non poteva respirare”.

Si tratta della goccia che ha fatto traboccare il vaso dei soprusi e del razzismo. In centinaia di migliaia, in tutto il territorio statunitense, hanno sfilato e protestato contro le forze dell’ordine. La risposta dura di Donald Trump non ha fatto altro che alimentare il dissenso.
In tutto questo, però, c’è da considerare ancora il pericolo del Coronavirus. La pandemia, infatti, continua a far registrare migliaia di casi al giorno in tutto il mondo e non accenna a placarsi. Il focolaio, ora, sembra essersi concentrato principalmente in Brasile. Ma in tutti i continenti l’allerta resta alta.
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