Funerale Paolo Rossi, l’omelia del sacerdote: “Lui grande perché era un fuoriclasse ma mai un personaggio”

Tanta commozione al Duomo Santa Maria Annunciata di Vicenza durante i funerali di Paolo Rossi. Moltissimi sono i suoi ex compagni di squadra accorsi a dargli l’ultimo saluto, grandissima è stata l’emozione durante l’omelia pronunciata dal sacerdote. Di seguito le sue parole.

“La sua fede era fatta di quotidianità, di gentilezza, rispetto, semplicità ed umiltà”

JUL 1982: PAOLO ROSSI #20 OF ITALY IS HOUNDED BY PAUL BREITNER OF WEST GERMANY DURING THE ITALIANS 3-1 VICTORY IN THE 1982 WORLD CUP FINAL. Mandatory Credit: Tony Duffy/ALLSPORT

Ecco le parole del sacerdote per ricordare Paolo Rossi:

“Paolo ha vissuto la malattia con il garbo e la discrezione che lo contraddistingueva. La sua grandezza è stata l’essere un fuoriclasse, ma mai un personaggio. Ora si allenerà nella Coverciano del cielo. Proviamo a raccontare Paolo come cristiano. In una recente intervista diceva ‘appartengo ad una generazione per la quale i valori cristiani erano importanti. E’ stato chierichetto. Ha iniziato a giocare nella squadra messa su del prete della parrocchia. Una settimana in seminario gli bastò a fargli capire che quella non era la sua strada. Non sono un bigotto e credo fermamente che siamo di passaggio su questa terra, per preparare una vita futura. La sua fede era fatta di quotidianità, di gentilezza, rispetto, semplicità ed umiltà”.

“Dopo la vittoria del mondiale in Spagna gli chiesero qual’era stato il momento più bello. ‘La finale della finale’, rispose. ‘Durante il giro del campo con la coppa in mano mi vengo i crampi, mi siedo su un cartellone pubblicitario e vedo sugli spalti la gente che si abbraccia. Questo fu il momento più bello, vedere la gioia che avevamo dato agli italiani’. Astuto come un serpente in campo ma in tutta la sua vita semplice come una colomba, così era Paolo”

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