Fassone: “La Juve vince perché investe, De Laurentiis ha un’altra filosofia. Conte? Nessun flop”

La Serie A è al fotofinish: la Juventus vince lo Scudetto per la nona volta consecutiva, l’Inter è al secondo posto con la qualificazione in testa della Champions, mentre il Napoli al settimo con la qualificazione in Europa League certa già dalla vittoria della Coppa Italia. A fare un bilancio è il dirigente Marco Fassone.

Fassone: “La Juventus investe e vince. Conte? Nessun flop”

Juventus (Photo by Daniele Badolato – Juventus FC/Juventus FC via Getty Images)

Marco Fassone, dirigente sportivo, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di Radio Kiss Kiss Napoli durante la trasmissione di Radio Goal:

Sull’Inter di Conte

Se mi aspettavo qualcosa di più dall’Inter di Conte? Credo che la suggestione era quella di vedere Antonio Conte in Italia e vincere subito. Pensavamo che quest’anno la coppia Marotta-Conte potesse fare il botto. Adesso abbiamo un’idea più normalizzata. Lo definirei un anno di transizione come è giusto e normale che sia. Erano forse eccezionali le performance che Conte aveva avuto nelle precedenze esperienze, soprattutto quella di Londra

Sulla Juventus

La Juventus ha la proprietà più longeva del nostro campionato, ha una proprietà che quando c’è da investire in maniera pesante e massiccia, lo fa. Su molti aspetti De Laurentiis è piuttosto vicino. C’è però un aspetto, la Juventus ha fatto degli investimenti, a costo di indebitarsi, davvero importanti mentre il presidente partenopeo a questo non ci sta affatto. Sono due visioni diversi, una visione imperiale che piuttosto si indebita e dell’altra una visione equilibrata dalla quale poi magari può scapparti quella vittoria unica, di quel Davide che vince su Golia

Sulla società del Napoli

Ci sono due aspetti. Uno è il valore del club e l’altro è un valore calcistico. Sul primo, per accrescere il valore del Napoli, il fattore infrastrutturale sarebbe importante. Nulla o quasi nulla di priprietà. Sul piano sportivo dovrebbe entrare nell’ottica di quei grandi club che pur di essere costantemente in Champions ed essere competitivi, si può arrivare in rosso, perdere 50-60 milioni e poi recuperarli l’anno successivo. Ma il presidente il passo più lungo della gamba non lo farà. Credo che in tutta la sua storia solo due volte abbia fatto bilanci inutili o non positivi

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