Cts, Ippolito: “Le persone che festeggiavano a Napoli andrebbero tracciate”

Dopo il successo del Napoli, in finale di Coppa Italia contro la Juventus, è diventata una vera e propria festa in città. Immagini, quelle della festa partenopea, che hanno generato, però, particolare indignazione. Non solo in chiave politica ma anche in relazione alla sfera sanitaria. Quanto accaduto nella città di Napoli è stato analizzato anche da Giuseppe Ippolito, direttore scientifico dello Spallanzani e membro del Cts per l’emergenza Covid-19. Di seguito le dichiarazioni rilasciate in occasione di un’intervista ai microfoni de ‘Il Fatto Quotidiano’.

Cts, le parole di Ippolito sui festeggiamenti di Napoli

Napoli, le parole di Ippolito

“È vero che Napoli è un’area in cui il virus circola poco, ciò non toglie che continui a circolare. Leggo che in questa piazza c’erano 5 mila persone. Sono tutte attaccate, senza mascherine. Questo non deve accadere. Quello che sta succedendo in altri Paesi deve essere un monito. Se riaprire lo sport significa creare assembramenti, bisogna riflettere perché non risponde al senso di responsabilità. 

Dobbiamo pensare che situazioni come quelle viste a Napoli necessitano di ulteriori tamponi e monitoraggio. Tutte quelle persone andrebbero identificate e tracciate. Se non bastano consapevolezza e senso di responsabilità è evidente che ci vogliono sistemi più rigidi, volendo anche coercitivi. Se le persone non sono in grado di autodeterminarsi è necessario che qualcuno lo faccia. Gli assembramenti vanno vietati, con qualsiasi sistema. Una legge? Non lo deve chiedere a me, ma al ministero degli Interni. Non è il mio mestiere”.

CLICCA QUI PER SEGUIRCI ANCHE SU FACEBOOK

 

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy