OGGI AVVENNE – Hasse Jeppson segna l’ultimo gol con il Napoli: il ricordo del club

ACCADDE OGGI | Il 13 maggio del 1956 Hans Jeppson, detto Hasse, segnò l’ultimo gol con il Napoli in Serie A. Sessantaquattro anni fa l’asso svedese realizzò una doppietta contro la Triestina nel match che terminò 3-2 per gli azzurri.

Jeppson fu uno degli acquisti più costosi nella storia del Napoli. Il suo trasferimento dall’Atalanta fu pagato 105 milioni, cifra astronomica nel 1952. Non a caso i napoletani lo soprannominarono ” ‘O Banco ‘e Napule”, proprio per il valore che assunse sul mercato. Il bomber svedese giocò con la maglia azzurra per 3 stagioni, dal 1952 al 1956, segnando 52 reti in Serie A.

Il ritorno di Jeppson al San Paolo


Jeppson è stato ospite al San Paolo nell’aprile 2008 in occasione dalla gara Napoli-Siena. Al campione svedese fu donata una maglia celebrativa con stampato il nome e il numero 9 che caratterizzò la sua avventura in azzurro. Fu l’ultima apparizione al San Paolo prima della sua scomparsa il 21 febbraio del 2013.

CLICCA QUI PER FOTO E VIDEO ESCLUSIVI!

La carriera a Napoli

Hans Olof Jeppson, detto Hasse (Kungsbacka, 10 maggio 1925 – Roma, 21 febbraio 2013), è stato un calciatore svedese, di ruolo attaccante.

È scomparso nel 2013 a Roma all’età di 87 anni, per complicazioni renali e cardiache a seguito di un intervento chirurgico per una frattura al femore.

La carriera a Napoli – L’esordio corredato con 22 reti, seppur segnato da un’iniziale carenza di forma, gli consente di passare al Napoli che, nel tentativo di allestire una squadra da scudetto – acquista anche Vitali e l’anno successivo Bugatti – e di cementare il consenso elettorale per Achille Lauro (proprietario della squadra ed all’epoca anche sindaco della città), lo ingaggia per l’allora ingente cifra di centocinque milioni di lire: a causa di questa somma pagata dal Napoli nel 1952, i tifosi napoletani lo ribattezzarono ‘o Banco ‘e Napule (il Banco di Napoli), quasi a sottolineare che da solo valeva quanto l’intero capitale dell’istituto di credito cittadino. A tal proposito è nota l’esclamazione «Gesù, è caduto il Banco di Napoli» di un tifoso partenopeo allorché, all’esordio in maglia azzurra, Jeppson ruzzola a terra per il brutale intervento di un avversario.

Idolo dei tifosi

A Napoli, dove diventa subito uno degli idoli dei tifosi, Jeppson resta fino al 1956 realizzando 52 reti che lo piazzano al 2011 tra i migliori quindici cannonieri della squadra in Serie A e duettando con attaccanti del calibro di Amedeo Amadei e Luís Vinício; qui emerse la sua capacità nel siglare gol ritenuti difficili e, allo stesso tempo, fallire le occasioni considerate più semplici davanti al portiere, caratteristica nota già all’epoca in cui giocava in Svezia, come ricordava il suo connazionale Lennart Skoglund ai giornalisti italiani definendolo fenomenale nel segnare come nello sbagliare gol.

Questa sua alternanza di rendimento, accostata al suo valore in lire, portò alla creazione dell’esortazione tipicamente partenopea «Mannaggia Jeppson!» o anche «Uanema ‘e Jeppson!» (negli anni settanta i tifosi partenopei ritrovarono la stessa caratteristica in Giorgio Braglia); la squadra infatti, malgrado le premesse riuscì ad essere competitiva solo il primo anno, quando nella stagione 1952-1953 arrivò quarta mentre negli anni successivi la posizione in classifica peggiorò, quinta nel 1953-1954 (Jeppson realizzerà 4 goal contro la sua ex squadra in un Napoli-Atalanta 6-3), sesta nel 1954-1955 e quattordicesima all’ultima stagione, quella del 1955-1956. A peggiorare la situazione contribuì un difficile rapporto con il presidente Lauro e la sua voglia di trasferirsi in squadre come Juventus ed Inter.

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy