Giordano: “Gattuso vuole garanzie tecniche per giocarsi l’Europa League”

Bruno Giordano, storico ex attaccante del Napoli, è intervenuto oggi ai microfoni di Tmw Radio per commentare l’incontro tra mister Gattuso ed il presidente De Laurentiis. Ecco quanto evidenziato dalla redazione di CalcioNapoli1926.it.

Giordano: “Gattuso chiede garanzie tecniche per l’Europa”

Gattuso
BARCELONA, SPAIN – AUGUST 08: Gennaro Gattuso of Napoli during the UEFA Champions League round of 16 second leg match between FC Barcelona and SSC Napoli at Camp Nou on August 08, 2020 in Barcelona, Spain. (Photo by SSC NAPOLI/SSC NAPOLI via Getty Images)

“Credo che voglia delle garanzie tecniche, più che a livello economico. Gattuso è andato via proprio per questo motivo. Vuole garanzie tecniche per fare una stagione da Napoli, per lottare in campionato e in Europa League. Si può far tutto. Devi vendere ma anche reinvestire. Non è detto che vendere un campione sia un male, vedi la Juve quando ha ceduto Zidane. Devi avere dei giocatori disponibili a sposare il progetto. Non c’è la Champions e quindi si farà fatica a tenere alcuni giocatori e a prenderne alcuni, perché si farà ‘solo l’Europa League”.

La carriera di Giordano in azzurro

La sua carriera dopo la Lazio continuò nel Napoli di Diego Armando Maradona. In azzurro arrivò nell’estate 1985 per la cifra di oltre 5 miliardi di lire,. L’attaccante vinse nella stagione 1986-1987 uno storico double composto dallo scudetto, il primo nella storia del club partenopeo, e dalla Coppa Italia. Negli anni sotto al Vesuvio fece parte del cosiddetto tridente “MaGiCa”, prima con Maradona e Andrea Carnevale, e poi nell’annata 1987-1988 con Maradona e il neoacquisto Careca.

Proprio questa sarà tuttavia l’ultima stagione di Giordano in maglia azzurra. Di fatto fu ‘defenestrato’ dalla società insieme ad altri tre compagni di spogliatoio (Salvatore Bagni, Moreno Ferrario e Claudio Garella) dopo la crisi di risultati che nel finale di campionato vide il Napoli, fin lì a un passo dal bis scudetto, clamorosamente rimontato e superato dal Milan. Tale harakiri venne attribuito, da taluni, proprio alla presunta ribellione dei succitati quattro nei confronti dell’allenatore Ottavio Bianchi. Seppur tale circostanza sia stata in seguito sempre smentita dai diretti interessati, l’amaro epilogo di stagione segnò comunque la fine del rapporto tra i quattro e il club azzurro.

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