Frosinone, l’ex Zappino: “Record Higuain indimenticabile, Napoli meritava lo scudetto”

Massimo Zappino, ex portiere del Frosinone ai tempi del record di Higuain, ha raccontato la gara del 36° gol del Pipita ai microfoni di Radio Marte. Ecco quanto evidenziato dalla redazione di CalcioNapoli1926.it:

“Record di Higuain? Quando lo rivedo con la telecronaca tifoso mi vengono i brividi. Nonostante abbia preso 4 gol è stata una giornata per me indimenticabile, una partita emozionante su tutti i punti di vista. C’era lo stadio pieno, l’atmosfera del record. Da portiere non è bello prendere 4 gol ma prendere un record da un campione come Higuain fa piacere a tutti. Ero consapevole, così come la squadra, che andare a Napoli già retrocessi sarebbe stata dura, ma facemmo la nostra partita. Fino al primo tempo l’avevamo tenuta. Poi però escono fuori i campioni.

Quel Napoli avrebbe meritato non uno scudetto, ma pure più di uno. In quei tre anni il Napoli ha dimostrato un calcio che nessuno, nemmeno il Barcellona, ha proposto. Ha fatto tre anni devastanti, è stata la squadra più forte di quegli anni, soprattutto a livello di gioco. Io guardavo sempre le loro partite e mi dicevo ‘impossibile che il Napoli giochi davvero così’, non a caso ha dato filo da torcere a tutti”.

Frosinone, l’ex portiere racconta il record di Higuain

 

NAPLES, ITALY – MAY 14: Gonzalo Higuain of Napoli celebrates his team’s second goal during the Serie A match between SSC Napoli and Frosinone Calcio at Stadio San Paolo on May 14, 2016 in Naples, Italy. (Photo by Maurizio Lagana/Getty Images)


“Frosinone si è lasciato andare nel secondo tempo? Conoscendo i miei compagni e la società è impossibile, si è dato il massimo fin quando si è potuto. Sulla rovesciata di Higuain ho sbagliato perché ero un po’ fuori di pali, ma non me l’aspettavo quella conclusione, davanti a me c’era Blanchard e non vedevo benissimo, infatti mi buttai credendo di essere in posizione giusta ma invece ero in ritardo. Non l’ho vista proprio partire. Poi le chiacchiere da bar ci sono, possono dire quello che vogliono ma non è stato così. I giocatori scesi in campo durante quella gara non avevano giocato molto, si diede spazi a quelli che giocarono meno e quindi tutti ci tenevano a dare il massimo, nonostante la retrocessione. Ricordo piuttosto che all’andata perdemmo 1-5 e la palla la toccammo solo quando andava fuori. Quel Napoli era tagli e movimenti continui, preparavi la partita ma in mezzo al campo era impossibile, ti facevano girare la testa”
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La Juventus di Sarri

“Juve di Sarri non gioca così? Credo che con il Napoli lui avesse giocatori adatti per quel tipo di gioco, non penso che Ronaldo vada a tornare in difesa o fare certe cose su dettato come i giocatori che Sarri aveva in azzurro. Il Napoli era un gran gruppo, giocava a memoria e per giocare così vuol dire che erano uniti anche fuori dal campo. Ripetuto, doveva vincere non uno ma almeno due Scudetti.

Se sogno di fare il preparatore dei portieri di Sarri? A chi non piacerebbe, poi mi piace molto cosa chiede ai portieri. Quando giocavo ero spesso fuori dai pali ed ero bravo soprattutto con i piedi”.

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