FIGC, il membro del comitato medico-scientifico Salini: “Rischio zero impossibile, abbiamo chiarito il protocollo”

Ai microfoni di Radio Marte, nel corso della trasmissione Si gonfia la rete, ha rilasciato un’intervista il professor Vincenzo Salini, membro del commissione medico-scientifica della FIGC.

FIGC, PARLA IL PROFESSOR SALIANI

Esito dell’incontro? Le notizie che ho non sono molto approfondite, quello che abbiamo fatto è stato rendere più snello il protocollo, modificando alcuni passaggi. Noi siamo molto fiduciosi per via delle modifiche che abbiamo apportato ma anche per il fatto che la situazione clinica ed epidemiologica è diversa rispetto a un po’ di tempo fa, andiamo verso un miglioramento. Il rischio zero è impossibile, come detto più volte, ma ora i rischi sono minori.

Accorgimenti al protocollo? Sostanzialmente abbiamo chiarito alcuni aspetti che non erano piaciuti al comitato tecnico scientifico del governo. Il primo protocollo è molto stringente, complicato, si riferiva a una situazione differente. Oggi abbiamo specificato meglio le regole di cui tener conto e soprattutto cosa si fa in caso di positività, perché quello è il problema vero. Si farà come in Germania, si isolerà il positivo e poi si testeranno gli altri.

L’ALTERNATIVA

Giocare le partite da Roma in giù? Non spetta a noi la decisione ma la situazione è completamente diversa, posso garantire che in Lombardia non c’è la situazione di Roma, Pescara o Napoli. La situazione è molto diversa, giocare lì può essere molto più rischioso che giocare a Napoli o Bari.

Tutti in ritiro per un mese e mezzo? L’input iniziale era farlo per le prime tre settimane. Una cosa del genere per un mese e mezzo di certo riduce di molto i rischi ma immagino crei un problema sia per i calciatori che per gli staff. Io conosco la Serie A perché ci sono stato qualche anno, ma soprattutto la Serie B, e in cadetteria sotto questo aspetto può diventare complicato. Prossimo step? Adesso per quello che ci riguarda il nostro lavoro è finito. Avevamo iniziato un lavoro poi interrotto, se il comitato accetterà il protocollo per gli allenamenti e poi darà l’ok per la ripresa, servirà poi un altro protocollo, quello per le gare, che sarà più complicato da realizzare.

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