Cts, il professor Ippolito: “In Italia comandano il calcio e le chiese, a nessuno importa che muoiano tante persone”

Ai microfoni di Radio Kiss Kiss Napoli ha rilasciato un’intervista il professor Giuseppe Ippolito, membro del Cts e Direttore scientifico dello Spallanzani. Queste le sue dichiarazioni in merito alla situazione sul Coronavirus e alla ripresa della Serie A.

CTS, LE PAROLE DEL PROFESSOR IPPOLITO

Cts Ippolito

“La prudenza è importante per contenere a far calare la curva epidemiologica, abbiamo avuto un miglioramento del numero di tamponi e nel raccogliere dati, però non bisogna avere nessun allentamento delle misure di precauzione e responsabilità personali.

La Campania anche grazie alla misure che ha messo in cantiere De Luca ha avuto meno di 5mila casi ed ha fatto un discreto numero di tamponi. Però proprio queste regioni meno colpite devono state attente, perché il pericolo non è ancora svanito.

SULLA RIPRESA DELLA SERIE A

Il Cts come al solito si è espresso anche per il calcio con il massimo rigore. In Italia sembra che governino due cose il calcio e le chiese. Sembra che non freghi a nessuno del fatto che muoiano tante persone. Capisco che c’è chi vuole vincere il campionato e chi non vuole che il campionato vada avanti e molte squadre hanno tanti infetti al loro interno. La timida apertura dei funerali ci ha dato due regioni italiane con una bella ripresa dei contagi. In questi casi la prudenza non è mai troppa.

La scelta se riaprire o meno il campionato sarà presa solo su criteri scientifici. Forse valgono più i diritti di Sky su queste decisioni. La pressione sui diritti è forte. Infatti bisogna tenere conto che il calcio e la Chiesa muovono esattamente lo stesso volume di soldi: poco più di un miliardo di euro con l’otto per mille e l’altro di diritti televisivi.

LE MODIFICHE AL PROTOCOLLO

Il Cts dà indicazioni l’applicazione pratica spetta alle autorità competenti, quando il testo verrà reso pubblico sarà un atto del Governo, le squadre avranno tutte le capacità per applicarlo. Tutti i soldi che si spenderanno per la Serie A per fare i tamponi andranno spesi anche per le altre squadre minori, perché lo sport non è fatto solo dalla serie A e non è fatto solo dal calcio. I calciatori guadagnano una quantità spropositata di soldi e mi auguro che questi calciatori facciano donazioni generose dal loro patrimonio personale. Loro vivono in un mondo dorato, guadagnano un miliardo di volte quello che percepisce il miglior neurochirurgo che mette le mani nel cervello. Se si spendono tanti soldi per far giocare la gente allora si possono spendere anche per migliorare la Sanità.

Il nuovo protocollo per il campionato? Non posso parlare perché gli atti del Cts vengono trasformate in note che vengono trasmesse al Ministro della Salute e sarebbe improvvido da parte mia dare delle anticipazioni. Rispettare le regole e non ho mai derogato a questo mio principio, ci sono tante persone lì dentro che vogliono dare anticipazioni e tanti anche fuori che si sono impegnati a scrivere cose per accontentare questo o quel presidente di calcio. Il Cts si occupa di problemi scientifici e chiunque parli viene meno ai principi di segretezza e confidenzialità.

LE PAROLE DI SPADAFORA

Queste le parole del Ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora, in merito alla ripresa degli allenamenti di gruppo.

“Mi sembra un’ottima notizia. Sono state fatte alcune valutazioni puntuali con la FIGC che è stata disponibile a rivedere la sua prima proposta e questo ha aiutato. Ci sono dei chiarimenti anche sui tempi di quarantena, di isolamento degli eventuali giocatori  – speriamo di no – che dovessero essere positivi. Si raccomanda la necessità che tutta questa azione dei tamponi non vada ad incidere sul bisogno generale delle persone. Soprattutto si evita l’autoisolamento iniziale, in modo da consentire a tutte le squadre di poter avviare gli allenamenti pur non avendo tutte quante strutture adeguate dove già raccogliere i giocatori”.

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