Coronavirus, a settembre si torna nelle classi: polemiche e intoppi per esami di stato e sicurezza degli alunni

Il Coronavirus ha permesso al mondo della scuola di scoprire la didattica a distanza. Un passo che, prima dell’emergenza sanitaria, sembrava arduo. Ora, però, si lavora per far tornare i ragazzi in classe. Le lezioni in aula, ovviamente, riprenderanno a settembre. Intanto in Piemonte, in un teatro di una proloco, si sta sperimentando come potrebbe essere la ripresa. Non mancano, però, le polemiche e le complicazioni. Per l’esame di stato, infatti, mancano i presidenti di commissione. C’è da chiarire, inoltre, il quadro dei dispositivi di sicurezza.

CORONAVIRUS, SI LAVORA TRA LE POLEMICHE E GLI INTOPPI PER FAR RIPARTIRE LA SCUOLA A SETTEMBRE

Coronavirus scuola

L’edizione odierna de Il Mattino fornisce una visione esaustiva della situazione.

“Ma c’è già qualcosa che scricchiola: non si trovano presidenti di commissione disponibili a svolgere l’esame nell’anno del coronavirus. Intanto ieri il sindaco di Borgosesia, in provincia di Vercelli, Paolo Tiramani, ha deciso di far riprendere le lezioni scolastiche presso il teatro della proloco come test per le misure di sicurezza che si dovranno adottare per la riapertura delle scuole. Mancano all’appello i presidenti di commissione negli istituti superiori del Lazio, ma anche in Piemonte, in Veneto e nelle Marche. Poche candidature, su cui forse avrà influito un esame che è tutto un’incognita. Il presidente di commissione sarà l’unica presenza esterna, con 6 commissari tutti interni, quindi svolge un ruolo fondamentale.

Sugli studenti dovrà vigilare non solo il personale scolastico ma, come chiedono i sindacati, anche quello medico, proprio come avveniva tanti anni fa quando a scuola era sempre presente il dottore. Un altro aspetto da chiarire riguarda i dispositivi di sicurezza, sarà necessario infatti reperire fondi ad hoc. La spesa per un termoscanner va dai 40 ai 100 euro e ad ogni scuola ne servirà uno o più di uno quindi la spesa potrebbe diventare importante. È da mettere in conto anche la spesa destinata alle mascherine protettive: secondo le stime dell’Unione nazionale dei consumatori, ogni studente spenderà 100 euro nell’arco dell’anno scolastico”.

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