Coronavirus – Da Napoli arriva una speranza, il farmaco anti-artrite è efficace. I medici chiedono subito un protocollo

Il Coronavirus si combatte anche a Napoli. Stando ai dati di ieri, in Campania, i casi sono 147. In prima linea, l’ospedale Cotugno. Da lì ma anche in altre strutture ospedaliere partenopee, in questi giorni, si sta sperimentando una cura. L’impiego di tocilizumab, farmaco anti-artrite, per curare i pazienti contagiati dal virus sembra dare buoni risultati anche nei casi più gravi. A dichiararlo, l’oncologo Paolo Ascierto, del Pascale. Di seguito quanto riportato dall’edizione online de Il Mattino.

CORONAVIRUS NAPOLI, ARRIVA UNA SPERANZA SULLA CURA

Coronavirus Napoli

“Il farmaco anti-artrite ha dimostrato di essere efficace contro la polmonite da Covid-19. Nel capoluogo campano sono stati trattati i primi 2 pazienti in Italia. È stato riscontrato che in 24 ore la terapia ha dato ottimi risultati e domani sarà estubato uno dei 2 pazienti. Le sue condizioni, infatti, sono migliorate. Ieri abbiamo iniziato il trattamento ad altre 2 persone ed oggi ne tratteremo altre due”.

La terapia, però, è stata estesa ad altre strutture ospedaliere in Italia. Ascierto, infatti, ha spiegato: “Hanno ricevuto la terapia anche nei centri di Bergamo, Fano e Milano. La necessità, ora, è che il suo utilizzo venga esteso quanto prima. In questo modo potremo salvare più vite. La nostra struttura insieme all’Azienda Ospedaliera dei Colli è stata la prima, in Italia, a utilizzare questa terapia nei pazienti con Covid-19”.

Gerardo Botti, direttore scientifico del Pascale ha, inoltre, precisato: “Abbiamo stabilito un vero e proprio ponte della ricerca con i colleghi cinesi. Loro avevano già osservato un miglioramento nei malati trattati in questo modo. In questo momento solo la collaborazione internazionale consentirà di mettere a punto armi efficaci contro il Coronavirus. In questo il Pascale ha sempre avuto capacità di siglare collaborazioni a livello globale. I risultati positivi di tocilizumab devono essere validati, per questo serve uno studio multicentrico nazionale”.

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