Chiariello: “Napoli in crisi, i calciatori non hanno cacciato Ancelotti” | VIDEO

Il giornalista Umberto Chiariello non ha risparmiato toni duri nel suo ultimo editoriale per Canale 21. All’indomani della sconfitta azzurra in Napoli-Parma, ecco quanto evidenziato dalla redazione di CalcioNapoli1926.it:

“Ve lo dico prima anche se nessuno me l’ha chiesto e mi auto-accuso. Non vi piacerò, andrò contro corrente questa sera. Sapete qual è il guaio più grosso della sconfitta del Napoli contro il Parma? Non solo perché la slavina è diventata inarrestabile e questa squadra a Sassuolo deve assolutamente fare risultato perché poi alla Befana c’è l’Inter. Poi la Lazio… il Napoli tra cinque partite rischia finire in una zona di classifica che neanche nel peggiore degli incubi avremmo creduto. Non è disfattismo, né fare profeti di sventura. E’ realismo, altro che guardare a Lazio, Atalanta, Cagliari… Adesso dobbiamo guardarci il pane come le famiglie che non arrivano a fine mese e devono provarci. Dobbiamo salvare la stagione in maniera dignitosa senza precipitare in classifica come già sta accadendo e fare un percorso nelle coppe che dia senso alla stagione”.

Chiariello: “I calciatori non hanno cacciato Ancelotti”

“Mi preoccupano i tromboni e i sodali di Carlo Ancelotti che già suonano la fanfara per giustificare il grande patrimonio dicendo ‘Avete visto che no era colpa di Ancelotti?’. E invece la partita di ieri mette alle spalle proprio Carlo Ancelotti. La tesi che sta passando e mi spaventa tanto è che la colpa è dei calciatori, ammutinati ricchi e imbelli che non sudano la maglia. Calciatori che hanno un capitano che li sobilla e che che meritano di essere cacciati. Sta passando che Insigne ha cacciato Ancelotti, ma non è vero niente. C’era malessere nella squadra, lo hanno espresso ad Ancelotti in faccia: non erano contenti della metodica degli allenamenti, di come la squadra stava in campo, non avevano più le idee chiare… Avevano problemi con Ancelotti, ma non gli remavano contro, anzi – ribadisce Chiariello – Ancelotti ha una grande qualità: l’empatia. Non è Mourinho o Conte con i quali ti scontri, Ancelotti si fa voler bene. Anche se con lui non si trovavano bene da un punto di vista professionale, umanamente non è successo niente. Nessuno ha detto di cacciarlo, la scelta – giusta – è stata presa da De Laurentiis mesi fa. De Laurentiis ha sbagliato i tempi dell’esonero di Ancelotti, ma era convinto di dover dare una scossa alla squadra. Nessun calciatore ha cacciato l’allenatore! La prova sta nei primi dieci minuti di ieri, da incubo. Una squadra che gioca contro l’allenatore e se ne libera, sbrana gli avversari perché è libera mentalmente”.

“Giuntoli pagherà, De Laurentiis picconatore”

“Il Napoli ha perso certezze e convinzioni, ha perso l’anima. Se pensate che Insigne sia da cacciare, vi sbagliate. Questo ragazzo è in crisi, se la fascia è così ingombrante togliamola ma non è da buttare sull’altare del peggior allenatore della storia del Napoli. De Laurentiis fa il picconatore, invece di difendere il proprio patrimonio lo attacca. Poi c’è il grande assente Giuntoli: nessuno ne parla, ma ha fatto disastri inenarrabili. Non è capace di imporre un’idea, un direttore sportivo non si può appiattire su un allenatore importante. Così fece Bigon su Benitez e pagò, pagherà anche Giuntoli. Gattuso non è un allenatore fatto, è un allenatore in formazione. E’ un grande uomo, ma ha dimostrato che anche lui deve mangiare il pane duro. I cambi di ieri ci hanno affossato, voi pensavate che togliere Ancelotti e mettere Gattuso avrebbe risolto ogni problema. Non capite niente di calcio. Il Napoli ora è un malato grave, adesso serve una terapia d’urto. Serve quello che ai ragazzi ieri è mancato, ieri chiedevano aiuto e l’aiuto non è arrivato. Bisogna amarli, sono quelli che da sette anni ci hanno fatto gioire. Sono soltanto in crisi, quando un figlio è in crisi non lo si dà a schiaffi ma lo si aiuta” conclude Chiariello.

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