Brescia, il presidente Cellino: “Ho avuto il Coronavirus per 17 giorni, vi spiego perché ho cambiato posizione sul calcio”

Il presidente del Brescia, Massimo Cellino, ha dovuto lottare col Coronavirus nel periodo dell’emergenza in Italia. Dopo qualche settimana, fortunatamente, ha vinto la battaglia. Quest’oggi, quindi, ha rilasciato un’intervista ai microfoni de Il Corriere dello Sport in cui parla della sua storia. Ha inoltre spiegato il motivo del suo cambio di rotta in merito alla ripresa del calcio.

LE PAROLE DI CELLINO

Massimo Cellino

Diciassette giorni mi è stato addosso, quel bastardo, avevo perso gusto e olfatto. Febbre no, uno stato di malessere generale, niente di più.

La ripresa del alcio? Inizialmente ero contrario a ripartire, non mi sembrava possibile. Quando mi sono reso conto che molti colleghi erano in grossissime difficoltà economiche, senza più un euro e dopo aver scontato anche l’ultima rata delle tv, quella che non hanno ancora incassato, ho capito che bisognava ricominciare.

Ho detto ripartiamo pur sapendo che alla fine l’avrei preso in quel posto, io che ho i bilanci a posto, che non ho un debito con le banche, io che nel Brescia ho messo 45 milioni, se consideriamo il centro sportivo realizzato a mie spese. Adesso non ho alcuna intenzione di arrendermi, spero solo di essere trattato meglio dagli arbitri. Se retrocedo mi assumo le mie responsabilità, ci ho messo del mio”.

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