Castellacci: “I protocolli devono essere cambiati e non si può aspettare”

Manca poco più di un mese alla ripresa del campionato Serie A, in programma a partire dal 19 settembre. In vista del nuovo via, però, c’è ancora qualche dettagli da definire. A partire proprio dal protocollo stilato dal comitato tecnico scientifico. Su questa variabile si è soffermato anche Enrico Castellacci,  presidente della Libera Associazione Medici del Calcio. Di seguito le dichiarazioni rilasciate ai microfoni di Tuttomercatoweb.com

Castellacci, le parole sul protocollo scientifico

Castellacci serie a
Castellacci (Photo by Claudio Villa/Getty Images)

“In questo momento il giocare a porte chiuse è la condicio sine qua non. Si è provato ad allentare un po’, può darsi che ci si arrivi ma siamo ossessionati dal livello di contagiosità. Non ci sono certezze, ricomincerà il campionato non sapendo come andranno le cose. Si dovranno valutare quali protocolli attuare. Ho dato ragione a Gravina quando ha detto che vanno cambiati, siamo d’accordo. Penso che sia il momento giusto per parlarne e per farlo, non si può aspettare il 15 settembre. Dovranno essere considerate le differenze tra Serie A, B e C. A oggi ogni 4 giorni si devono fare i tamponi ma le società delle Serie minori avrebbero difficoltà. Non si può più aspettare, Gravina ha posto il problema, ora è il momento che le commissioni si riuniscano e differenzino i protocolli sulla base della contagiosità

Vaccino ai calciatori? Lo farei e lo consigliavo sempre ai ragazzi. In questo caso a maggior ragione, perché appena uno inizierà a stare male si penserà subito al Coronavirus”.

CLICCA QUI PER SEGUIRCI ANCHE SUI SOCIAL

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy