Campagnaro: “In Nazionale grazie al Napoli. Ricordo l’addio dei tifosi”

Il 2020 ha segnato la fine della carriera calcistica del difensore Hugo Campagnaro. Il giocatore, di origini argentine, ha deciso dismettere con il calcio giocato dopo, però, una lunga carriera. Questi ha, infatti, vestito in ultima la maglia del Pescara ma prima anche quella dell’Inter e del Napoli. Il difensore, nei giorni corsi, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni de La Nacion. Diversi gli argomenti affrontati e tra questi anche l’esperienza con la maglia dei partenopei.

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Campagnaro, le parole sul Napoli

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FLORENCE, ITALY – MAY 28: Hugo Campagnato of Pescara Calcio gestures during the Serie A match between ACF Fiorentina and Pescara Calcio at Stadio Artemio Franchi on May 28, 2017 in Florence, Italy. (Photo by Gabriele Maltinti/Getty Images)

Mondiale? Ho visto molto lontano il sogno di essere convocato. Primo, perché in Argentina mi conoscevano appena, poi perché in Italia i miei primi club sono stati Piacenza e Sampdoria. È stato solo quando sono arrivato al Napoli che le cose hanno cominciato a cambiare, perché da quando era nel club di Diego, in Argentina tutte le partite venivano trasmesse in televisione e la stampa parlava di noi.

Gol contro la Lazio? Stavamo lottando per entrare in Champions e abbiamo giocato a Roma contro la Lazio. Stavamo perdendo 1-0 fino a quando non ho avuto la fortuna di segnare quel gol e ci siamo qualificati. Sia per i tifosi del Napoli che per noi è stato un traguardo molto importante. A Napoli ho vissuto emozioni incredibili, abbiamo avuto una grande squadra, abbiamo conquistato una Coppa Italia, e quel gol e quel gesto del Maestro, non li dimenticherò mai.

Addio dei tifosi? Avevano già portato diverse bandiere all’allenamento chiedendomi di restare al club. Ma il problema è che a Napoli si chiudeva un ciclo. Inoltre il mio contratto era scaduto e potevo scegliere dove andare a giocare. Un giorno mi hanno detto che i tifosi si stavano organizzando per salutarmi, in una pizzeria di Napoli. All’inizio pensavo fosse uno scherzo, ma quando mi hanno invitato “ufficialmente” ho scoperto che era vero. Ringrazio tutte le società in cui ho giocato ma il Napoli conserva un posto privilegiato nel giudizio che do alla mia carriera.

Difesa migliore? Avevo tanti colleghi di livello straordinario, ma quando ero al Napoli c’era quella difesa a tre con Paolo Cannavaro e Totò Arónica. Eravamo sul punto di eliminare il Chelsea, che in seguito divenne il campione di quella stagione, nella Champion’s League. Con un grande arciere come De Sanctis”.

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