AIC, Tommasi: “Non ha senso ripartire con questo protocollo in vigore”

Damiano Tommasi, presidente dell’Associazione Italiana Calciatori, ha rilasciato una lunga intervista alla Gazzetta del Mezzogiorno. L’ex calciatore della Roma ha discusso di diversi temi molto importanti, come quello della ripresa del campionato di Serie A. Secondo il presidente dell’AIC non ha senso ripartire adesso con questo protocollo in vigore, l’obbligo di quarantena per l’intera squadra per 14 giorni è inapplicabile.

LE PAROLE DI DAMIANO TOMMASI

Aic sul protocollo
 

“Oggi la voce dei calciatori e delle calciatrici non ha il peso che necessita in una fase dove tornare ad allenarsi e a giocare significa non poter rispettare le norme di sicurezza. L’attenzione deve essere per tutte le persone che entreranno in contatto con gli atleti e le atlete ed è per questo che qualsiasi protocollo va pensato e condiviso con il più ampio consenso possibile”.

LE PERPLESSITA’ RIGUARDO IL PROTOCOLLO

“Ad oggi non abbiamo contezza di quali sono le modifiche definitive. Il precedente protocollo era molto rigido e senz’altro complicato soprattutto in assenza di strutture adeguate. Ad oggi non possiamo permetterci fughe in avanti e azzardare atteggiamenti rischiosi che potrebbero diventare boomerang nel caso di positività. Non ha senso oggi rischiare di ripartire se la previsione di quarantena obbligatoria rimane quella attuale. Comunque un altro aspetto che è poco considerato è la preoccupazione per chi risulta positivo. Quali possono essere le conseguenze sul singolo? Cosa rischia veramente? Inquadrare bene i rischi che corrono gli atleti aiuterebbe anche a prendere decisioni”.

MANCANO LE CONDIZIONI DI SICUREZZA NECESSARIE

“Le perplessità sono inevitabili in un momento tanto complicato. A noi preme che le condizioni di sicurezza siano garantite a tutti. Sarà importante avere sotto controllo la sicurezza sanitaria di tutti quelli che dovranno mettersi in gioco per la ripresa. In questo i medici avranno un ruolo importante e a noi non resta che affidarci alla loro professionalità e competenza. Sulla blindatura dei ritiri va certamente fatta un’analisi attenta e realistica. L’attuale situazione cambia e cambierà inevitabilmente la modalità di fare sport. Non sappiamo ancora con quali rischi e quale incidenza sulle abitudini ma senz’altro finché ci saranno le condizioni di sicurezza nel fare uno sport di contatto dovremo pensare ad una nuova modalità”.

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