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Tavecchio: “Quando vidi Gabbiadini al posto di Insigne rimasi senza parole…”

(Photo by Paolo Bruno/Getty Images)

L'ex presidente della FIGC, Carlo Tavecchio, ha rilasciato alcune dichiarazioni quest'oggi a 1 Station Radio su alcuni temi attuali in casa azzurra

Tony Sarnataro

 L'ex presidente della FIGC, Carlo Tavecchio, ha rilasciato alcune dichiarazioni quest'oggi a 1 Station Radio su alcuni temi attuali in casa azzurra. A seguire le sue principali parole.

Le parole di Tavecchio

 Carlo Tavecchio, ex presidente della FIGC (Photo by Marco Rosi/Getty Images)

“La Svezia ieri, contro la Spagna, poteva vincere dilagando, ed è per questo motivo dobbiamo dire che sono una signora squadra. Non credo che i nostri ragazzi si lasceranno influenzare dai fantasmi del passato, quando, sotto la gestione Ventura, proprio contro la Svezia non siamo riusciti a qualificarci per i Mondiali. Se fossimo stati un po’ più fortunati e soprattutto bravi a calciare i rigori, saremmo già qualificati. Il rigore è un fondamentale del calcio e non deve essere sbagliato. Buffon mi dice sempre che per segnarlo bisogna tirare una mazzata centrale. Ci sta che il portiere te lo pari, ma come minimo bisogna inquadrare la porta. Come dovrebbe comportarsi Gravina? Io starei in religioso silenzio, e così ho fatto in passato, anche quando ho visto Gabbiadini al posto di Insigne. Avrei voluto dire tante cose, ma alla fine ho solo chiesto il perché di questa scelta. Oriali mi rispose ‘Presidente, Manolo la stupirà’. Abbiamo visto tutti quanto mi abbia stupito. Poi sono stato l’unico a dimettermi, lasciando una consistente liquidità nei conti della federazione, quattro italiane in Champions e quattro partite dell’Europeo in Italia, grazie ai miei rapporti con Ceferin. Dopo di me nessuno ha fatto meglio. Collina dice che il Var sia ancora un ‘bambino’? In Italia siamo abituati a lamentarci anche di fronte alle evidenze, grazie alla tecnologia abbiamo ridotto gli errori del 95%, già questo è un grandissimo passo. Poi, come dice Collina, si può e si deve migliorare. Perché ho accettato l’incarico di presidente dei dilettanti della Lombardia? È la mia terra e dovevo dargli qualcosa, soprattutto dopo la prematura dipartita dell’ex presidente”.