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Scuola, entra la professoressa che chiama il napoletano Ciuccio e lo juventino Zebra per l’interroga

Scuola, entra la professoressa che chiama il napoletano Ciuccio e lo juventino Zebra per l’interroga

Scuola, entra la professoressa che chiama il napoletano Ciuccio e lo juventino Zebra per l’interrogazione in matematica: il primo è un tipo un po’ scapestrato, creativo, cappello in classe e fumatore clandestino nei bagni di classe; il...

Redazione

Scuola, entra la professoressa che chiama il napoletano Ciuccio e lo juventino Zebra per l’interrogazione in matematica: il primo è un tipo un po’ scapestrato, creativo, cappello in classe e fumatore clandestino nei bagni di classe; il secondo sempre ben pettinato, in orario a lezione e in bagno durante le lezioni solo quando davvero necessario…

La professoressa inizia con Zebra, a cui chiede di iniziare con un argomento a piacere. Lo juventino con facilità spiega “Il Teorema di Pitagora”, non proprio una delle teorie più complesse da studiare al Liceo… Poi tocca a Ciuccio, a cui viene chiesto di risolvere una complicatissima derivata: scapestrato sì… ma molto intelligente e creativo, l’asinello si leva il cappello e la risolve agilmente in pochi passaggi geniali. Voto finale: Zebra si prende un bel 9 mentre il napoletano… si becca solo un 8!

Tornato a casa, Ciuccio annuncia il suo voto e i genitori sono contentissimi per lui ma notano in volto al loro ragazzo una nota di tristezza. “Qualcosa non va, Ciucciarié?” e lui: “Zebra, con un argomento a piacere, ha preso 9…” Papà Curva A si alza, arrabbiato si dirige verso la stanza da letto mentre Mamma Curva B va in cucina, scura in volto. Ciuccio resta solo in salone, avvilito dalla reazione dei genitori: pensa a tutti i sacrifici fatti, alle giornate passate sui libri invece di uscire con gli amici, a giocare a pallone con loro e godersi il nuovo Fifa su XBOX. Ma un’ora dopo eccoli di nuovo lì, Curva A e Curva B, le facce stavolta sorridenti e distese, con in mano un bel pacco regalo con sopra scritto: “Per Ciucciariello Nostro!”.

Emozionato ed incredulo, l’asinello si appresta ad aprirlo: è un nuovo cappello, proprio quello che aveva visto ed ammirato pochi giorni prima insieme ai suoi genitori. “È il tuo impegno costante che a noi sta a cuore, non un semplice voto in pagella: le tue giornate intense passate a studiare chiuso in casa ci rendono orgogliosi di te…” recita il bigliettino all’interno.

Quello che sta facendo il Napoli quest’anno ha dell’incredibile e questo non può lasciare spazio ad alcuna tristezza o rimpianto: ogni partita è un’emozione, un’opera lirica, un quadro di Caravaggio, un applauso al gioco del calcio. Ogni vittoria diventa una festa ed è una gioia vincere offrendo un tale spettacolo per 90 minuti.

Vincere un trofeo come lo scudetto è bellissimo, non c’è dubbio: ma la filosofia della vittoria a prescindere forse è meglio lasciarla al caro Zebra…

Mattia Sozio