San Paolo, prosegue la protesta silente contro il regolamento d’uso dello stadio. La situazione

San Paolo, prosegue la protesta silente contro il regolamento d’uso dello stadio. La situazione

di Claudia Vivenzio
San Paolo

Continua la protesta del San Paolo contro il regolamento d’uso dello stadio: l’arma degli ultrà sarà solo ed esclusivamente quella del silenzio

Il San Paolo continua a protestare

Il noto quotidiano de Il Roma ha analizzato la questione dello stadio San Paolo e in particolare la protesta contro il regolamento d’uso dello stadio:

Lunedì contro l’Inter la risposta del San Paolo ci sarà: a Fuorigrotta sono previsti circa 40mila spettatori. Niente pienone, ormai non se ne vedono più da tempo. Ma il Napoli sa quanto sia importante la vicinanza dei tifosi: ecco perché ieri la società azzurra ha lanciato una mini campagna abbonamenti valida solo per il girone di ritorno. Prezzi convenienti (145 euro le curve per tutte le partite interne) con il tentativo di far salire il numero di spettatori “fissi” al San Paolo, per ritoccare il numero di 15mila abbonati sottoscritti nella campagna estiva. Ma anche ammesso che si riuscirà a riempire di più il San Paolo, bisognerà fare i conti con lo “sciopero” del tifo nelle due curve. Nemmeno contro l’Inter i tifosi organizzati della Curva A e B entreranno allo stadio. Prosegue la protesta contro il regolamento d’uso dello stadio e le fortissime restrizioni che stanno portando a Daspo e multe anche per delle irregolarità di poco conto. In sostanza, col nuovo regolamento in curva non si può fare il tifo con canti, cori, colori e coi tifosi in piedi, come sempre accaduto.

L’arma è il silenzio

Una situazione che andrebbe regolamentata e sistemata, sia nell’interesse dei tifosi “normali”, che di quelli organizzati, che chiedono soltanto di fare il tifo. E senza i cori delle curve il San Paolo sembra un teatro “silente”, che si surriscalda solo quando si fa gol, ma che mugugna alle prime difficoltà. Niente di peggio per i giocatori, che meritano di essere incoraggiati, come sempre accaduto. La protesta degli ultras proseguirà a tempo indeterminato, quindi se non cambieranno le cose fino al termine della stagione, e per tutte le competizioni. Non basterà una maggiore affluenza di pubblico a Fuorigrotta, bisogna soprattutto ricomporre la situazione e riportare il tifo organizzato al San Paolo. La squadra ha bisogno soprattutto del sostegno concreto dei tifosi e non solo di vedere gli spalti pieni.

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