Silenzio stampa, un male necessario? Pro e contro di una decisione che “punisce” i tifosi

di Gerardo Di Lorenzo

Napoli – E alla fine silenzio stampa fu! Era nell’aria, ce lo aspettavamo ed immancabilmente è arrivato. Proprio quando è il momento che qualcuno ci metta la faccia, si batte la ritirata e ci si chiude in un silenzio che dall’esterno risulta incomprensibile. Non è facile comandare una nave di questa portata e spesso vanno prese decisioni impopolari ed apparentemente sterili, in quanto non si capisce dove vadano a parare.

Ma il comandante decide, per il bene di tutti. Almeno così dovrebbe essere. Eppure il silenzio stampa arriva, come se la colpa fosse degli organi di informazione, degli sportivi, dei tifosi, del popolo azzurro. Chi vuol parlare lo farà comunque, quindi non basterà non rilasciare interviste per placare la sete di informazioni e la voglia di avere risposte alle tante, lecite domande.

A cosa serve il silenzio stampa e perché si fa

A volte serve per salvare dall’imbarazzo, altre volte è un periodo di stasi nel mentre si prendono decisioni importanti, altre ancora si usa come strumento per ovattare la squadra, altre come forma di sciopero quando i giudizi, le critiche, le polemiche sembrano faziose, immeritate, tendenziose. Il silenzio stampa si usa anche quando si teme che le parole di qualcuno dell’ambiente possano essere rischiose e minatorie.

In fondo il silenzio stampa è un timbro, è un sigillo che ufficializza la crisi di una squadra smarrita. Eppure nulla è perduto, la zona Champions è ad un passo, ma questo Napoli sembra proprio che non voglia allungare la mano per acciuffarla. In tutta sincerità un pensiero comune e giusto è che i tifosi pagano per la propria passione ed abbiano il diritto di sapere, piuttosto che trovarsi una porta chiusa in faccia.

Il silenzio stampa molto spesso all’esterno manda dei segnali poco rassicuranti

PROFILO ELJIF ELMAS

 

Ma va bene anche il silenzio stampa se alla fine risulta produttivo di qualcosa che ad onor del vero si fa fatica a trovare. Va bene se da giovedì si vedrà un Napoli diverso rispetto a quello che purtroppo oramai siamo abituati a vedere. Va bene tutto ciò che risulta essere produttivo e l’auspicio è che questo accada. Purtroppo dall’esterno il silenzio stampa è visto con paura, confusione. Ci si immagina che all’interno dello spogliatoio ci sia un tutti contro tutti, perché il vero problema di questo Napoli non proviene dall’esterno, questo è certo.

Quindi il silenzio non protegge la squadra ma nasconde qualcosa. Almeno all’esterno è il messaggio che arriva. Forse anche le ultime dichiarazione di Gattuso sono state poco gradite dalla società ed anche questo palesa un ambiente incandescente. Di certo c’è che non è facile essere De Laurentiis quando le cose vanno male. In conclusione questa decisione del silenzio stampa può non essere condivisibile ma va rispettata. La speranza è che produca qualche buon frutto anche se in questo momento, si fa fatica a comprendere quale frutto possa mai nascere.

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