Napoli disunito e sfilacciato come il San Paolo. L’analisi

Napoli disunito e sfilacciato come il San Paolo. L’analisi

di Alessandro Silvano Davidde, @ASDavidde
Insigne Giua

Il Napoli cade in casa e lo fa nel peggiore dei modi. Un’altra volta c’è la possibilità di iscriversi al campionato di Serie A, un’altra volta passa il treno dell’Europa: è lì, pronto per essere preso. Gli azzurri sono carichi, vogliosi e grintosi. Forse troppo… e tornano le vecchie paure. In un San Paolo che si divide di nuovo.

Napoli perdente e San Paolo disunito

 

QUI NAPOLI – Dallo stadio alla squadra, ieri è stato fatto un passo indietro. Gli azzurri si sono sgretolati, eppure con il rientro di Maksimovic e Koulibaly nessuno avrebbe potuto pensare a oscenità come quelle di ieri. Probabilmente la risposta sta nel lavoro e nella continuità. Gattuso ha lavorato per due mesi con la coppia Di Lorenzo-Manolas, una difesa diventata puntale con Hysaj e Mario Rui sulle fasce. Ieri si è cambiato: qualitativamente non si è perso nulla, ma in termini di organizzazione si è vista una differenza abissale. Perché è normale, Maksimovic e Koulibaly hanno lavorato poco con Gattuso rispetto ad altri. L’errore di presunzione forse sta nella decisione di Gattuso: schierare la difesa come se fossero figurine. L’attenuante però è la nascita della figlia di Manolas: difficilmente il greco sarebbe stato in campo dal primo minuto.

QUI FUORIGROTTA – Dall’altra parte il San Paolo aveva smesso di cantare. Ebbene sì, mentre gli azzurri si divoravano gol e perdevano pian piano fiducia, cambiava l’umore dello stadio. Ma perché? Semplice, gli ultras erano in protesta. Non rimaneva nient’altro che l’umore della gente che si appassiva sempre di più con l’andare del match. E puff, sparito l’effetto San Paolo.

 

Napoli Lecce San Paolo
Napoli disorientato (Getty Images)

La strada

 

Il Napoli deve andare avanti per il suo percorso. Ieri la squadra ha fatto cose molto interessanti, ma cambiando troppo in difesa si è scoperta ed è mancata l’organizzazione necessaria per neutralizzare gli avversari. Bisogna dare tempo al tempo. Sugli spalti invece c’è la speranza che la protesta per il caro prezzi (in vista del match contro il Barcellona) sia breve. Il Napoli ha bisogno dei suoi tifosi. Maledettamente.

 

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