La partita in cifre: Napoli, 10 tiri e 6 gol. Questa è fantascienza pura! Ma la Fiorentina ha dominato in un fondamentale…

di Giovanni Ibello

Prima di analizzare i numeri di Napoli-Fiorentina, anche se può far male, fermiamoci – ancora una volta – su quanto accaduto al Maradona poche settimane fa. Nel match giocato contro lo Spezia, gli azzurri (e questa è cosa nota) hanno tirato quasi 30 volte verso la porta difesa da Provedel. Trenta tiri per rimediare un misero goal. Uno score a dir poco imbarazzante per una squadra dal ragguardevole coefficiente tecnico. Diversamente, in Napoli-Fiorentina i partenopei hanno tirato “solo” 10 volte verso la porta del malcapitato Dragowski. E non serve un matematico per capire che segnare sei gol su dieci tiri è una percentuale realizzativa vertiginosa per non dire “ipereale”.

Il palleggio insistito della viola (50%) ha risvegliato la vocazione “contropiedistica” della banda Gattuso che quando trova spazi da aggredire sa essere devastante (lo sa bene l’Atalanta che pure era venuta a Fuorigrotta per maramaldeggiare, e invece…). La Fiorentina, in buona sostanza, complice uno schieramento molto naif di Castrovilli (inspiegabilmente esentato dai ripiegamenti difensivi), si è consegnata nelle mani di un Napoli che ha potuto sprigionare nel migliore dei modi i cavalli di Hirving Lozano e Lorenzo Insigne, che – in particolare – abbina al fiato una tecnica da top player europeo.

In foto: Piotr fa segno che va tutto bene, il polacco è in stato di grazia

NAPLES, ITALY – JANUARY 17: Piotr Zielinski of S.S.C. Napoli celebrates after scoring their team’s fourth goal during the Serie A match between SSC Napoli and ACF Fiorentina at Stadio Diego Armando Maradona on January 17, 2021 in Naples, Italy. Sporting stadiums around Italy remain under strict restrictions due to the Coronavirus Pandemic as Government social distancing laws prohibit fans inside venues resulting in games being played behind closed doors. (Photo by Francesco Pecoraro/Getty Images)

Ed è altresì curioso che anche i toscani siano arrivati per ben 10 volte al tiro, ma solo tre conclusioni hanno incrociato la porta di Ospina. In particolare: il tiro a botta sicura di Ribery con annesso miracolo di Ospina e il lob di Vlahovic salvato sulla linea da un provvidenziale intervento di Koulibaly. Le altre due big chances di marca viola portano la firma di Biraghi, e sono giunte entrambe quando il risultato era ancora in bilico.

In definitiva, nel corso dei novanta minuti, la formazione ospite ha completato ben 414 passaggi, solo 5 in meno rispetto al Napoli. Piccola nota a margine: se ci soffermiamo su questo dato, nelle ultime tre uscite gli azzurri hanno sempre più che raddoppiato il coefficiente maturato dagli avversari… senza mai riuscire a essere dominanti. A corroborare questa impostazione filosofica della viola è il numero delle azioni offensive: la Fiorentina ha impostato ben 129 manovre d’attacco (46 pericolose) a fronte delle 58 di marca napoletana (17 pericolose). E’ scioccante se si considera il risultato finale.

Demme ha dato al centrocampo l’equilibrio che mancava

NAPLES, ITALY – JANUARY 17: Franck Ribery of ACF Fiorentina is challenged by Diego Demme of S.S.C. Napoli during the Serie A match between SSC Napoli and ACF Fiorentina at Stadio Diego Armando Maradona on January 17, 2021 in Naples, Italy. Sporting stadiums around Italy remain under strict restrictions due to the Coronavirus Pandemic as Government social distancing laws prohibit fans inside venues resulting in games being played behind closed doors. (Photo by Francesco Pecoraro/Getty Images)

In buona sostanza, quello che stiamo capendo in modo netto è che il Napoli è una squadra che quando stringe i reparti e accetta di “subire” il palleggio avversario, può andare a nozze. La vocazione offensiva degli azzurri non è di sistema ma è nelle individualità dei singoli attaccanti. Se Lozano, Zielinski e Insigne sono di un’altra categoria, c’è da dire che anche Petagna sta dando il suo bravo contributo. Andrea è un gregario in volata, e con grande intelligenza sembra pienamente consapevole del suo ruolo, quello di centravanti “servente”.

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