Napoli patriarcale: le decisioni sono di De Laurentiis. L’analisi

Napoli patriarcale: le decisioni sono di De Laurentiis. L’analisi

di Alessandro Silvano Davidde, @ASDavidde

Il Napoli si trova al centro di un vero e proprio caso. Prima i risultati, poi il ritiro. Infine l’ammutinamento. Ormai non si capisce più cosa stia succedendo. Il Mattino ha provato a chiarire almeno l’ordine societario del Napoli: le decisioni passano solo da De Laurentiis.

Un Napoli di stampo patriarcale: De Laurentiis comanda

 

Il Napoli presenta all’esterno è quella di una società che ruota solo ed esclusivamente attorno al suo presidente. Tutto passa dalle sue mani, tutti pendono dalle sue labbra, cosa che alla lunga crea pericolosi corti circuiti, come accaduto proprio l’altra sera.

Basti pensare che il direttore sportivo (oramai in carica da quattro anni e cinque stagioni) non si è mai presentato alla stampa con una conferenza ufficiale e raramente entra nello spogliatoio durante i discorsi che l’allenatore tiene alla squadra. E infatti la decisione da parte dei giocatori di interrompere il ritiro imposto dalla società, è stata comunicata a lui e a Edoardo, il figlio di Aurelio De Laurentiis e vicepresidente del Napoli. Proprio lui al termine della gara è andato nello spogliatoio azzurro.

De Laurentiis (sx) e Ancelotti (dx) a cena lo scorso anno

Strano ma vero, tanto più che il presidente era uscito da poco dal San Paolo apparentemente sorridente e soddisfatto. Nessuno tra i dirigenti, da Giuntoli in giù, ha messo la faccia nel post-Salisburgo per cercare di fare chiarezza su una situazione che minuto dopo minuto si faceva sempre più rovente. Nessun mistero, in realtà si tratta solo di un’ammissione di totale debolezza rispetto alle decisioni che provengono da un’unica testa, quella di De Laurentiis.

Da un punto di vista organizzativo, infatti, quello di Giuntoli appare solo un ruolo di operatore di mercato. Con il suo staff, infatti, il direttore sportivo si occupa dello scouting dei giocatori più promettenti da proporre all’allenatore, ma poi l’ultima parola spetta sempre al presidentissimo.

 

Ancelotti prima del ritiro

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