Lobotka, il primo presidente: “Sapevo avesse talento, era il nostro uomo immagine. Non vi aspettate un altro Hamsik”

Lobotka, il primo presidente: “Sapevo avesse talento, era il nostro uomo immagine. Non vi aspettate un altro Hamsik”

di Armando Inneguale, @ArmInne28
A Radio Marte nel corso di “Si Gonfia la Rete” di Raffaele Auriemma è intervenuto Robert Rybnicek, presidente AS Trencin, club slovacco in cui è cresciuto Lobotka.

LE PAROLE DEL PRIMO PRESIDENTE DI LOBOTKA

Lobotka Napoli

Sapevo avesse talento, era il più talentuoso della nostra accademia giovanile, tanto che a 16 anni lo abbiamo fatto debuttare in prima squadra e non è da tutti. Poi, lasciare la Slovacchia per andare a giocare all’Ajax è stato importante per la sua crescita. Lì non ha giocato molto, ma ha imparato a vivere lontano da casa, ha imparato una nuova lingua e per la sua crescita calcistica è stato un passaggio determinante. Poi la sua carriera la conoscete e adesso sono certo che è pronto per giocare in uno dei club più importanti quale è il Napoli. È un giocatore che significa molto per l’immagine nel mondo del nostro club. Vi racconto un aneddoto: quando andò all’Ajax non parlava bene l’inglese, voleva dire che il Trencin era la sua famiglia e invece sbagliò la parola e disse che il Trencin era il suo sogno. Ecco, questo errore è diventato il nostro slogan anche perché è l’uomo-immagine per noi e tanti giovani slovacchi si ispirano a lui. Non sono sorpreso del passaggio al Napoli, è pronto per questo grande club, per l’esperienza acquisita e per la qualità”.

IL FUTURO

Lobotka sul campo di Castel Volturno (PHOTO BY SSCNAPOLI)

 

Lobotka, un futuro a Napoli da protagonista come Hamsik? È difficile rispondere, mi auguro che l’importanza e l’incidenza dei due calciatori nel club sia la stessa. Attenzione però perché parliamo di due centrocampisti diversi: Lobotka ama controllare il gioco dal punto di vista difensivo e imposta la prima costruzione dell’attacco, mentre Hamsik è più un finalizzatore. Ma non vi aspettate un altro Hamsik perché il lavoro in campo è diverso. Gli auguro il meglio e di proseguire nella fortunata avventura degli slovacchi a Napoli”.
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