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Gigi D’Alessio: “Insigne? Una bandiera come lui non va via per una scelta di cuore”

SAN REMO, ITALY - MARCH 1:  Italian  singer Gigi D'alessio performs at the first day of the San Remo Festival at the Ariston Theatre on March 1, 2005 in San Remo, Italy. The five-day singing competition, organised by Rai Television, has welcomed such stars as Tina Turner, Peter Gabriel, and Andrea Boccelli in the past. Last year's festival was shrouded in controversy because Tony Renis, a close friend of Silvio Berlusconi, recently appointed artistic director of the festival, allegedly has close links with the Mafia. An alternative festival, the Mantova Musica Festival, was organised in protest at his appointment. (Photo by Giuseppe Cacace/Getty Images)

Le parole dello showman napoletano

Enrico Esposito

Gigi D'Alessio, famosissimo cantante nonché grande tifoso del Napoli, ha rilasciato a La Gazzetta dello Sport alcune dichiarazioni su Lorenzo Insigne. Il possibile passaggio del capitano al Toronto rappresenta in questi giorni il tema più caldo in casa azzurra.

Il pensiero di D'Alessio su Lorenzo Insigne

 (Getty Images)

Di seguito l'intervista a Gigi D'Alessio:

"D’Alessio, l’offerta del Toronto è più di una tentazione per il capitano del Napoli?Considero Lorenzo la nostra bandiera. Ora qui si tratta di vedere se si deve decidere con la testa o con il cuore. Perché in quest’ultimo caso, non dovrebbe lasciare Napoli. Ma la ragione dice altro. E poi posso immaginare che nella soluzione definitiva debbano entrare altri discorsi come quelli legati alla famiglia e a varie esigenze. Si, non credo proprio che possa essere una decisione facile, anzi....

Che cosa rappresenta Insigne per Napoli e i napoletani?

Noi abbiamo sempre bisogno di una sorta di Masaniello e Lorenzo lo è diventato per noi tifosi. Per questo spero, anzi speriamo che non decida di andarsene.

Il distacco sarebbe doloroso?

Premesso che sappiamo bene che non è più come una volta quando l’attaccamento alla maglia era fortissimo. Ma è pure vero che certo legami hanno ancora un significato. Ripeto, Lorenzo è una bandiera e questa situazione da napoletano può averlo pure penalizzato, perché spesso verso chi è di casa si tende ad essere sempre più critici quando le cose possono non andare tutte bene.

Ai tempi d’oro Maradona non lasciò Napoli anche quando gli arrivarono offerte incredibili?

Sì, Diego me ne parlò. Ma quello era un altro calcio C’era un attaccamento diverso alla maglia, alla società e ai tifosi. Oggi più che il talento nel mondo del pallone domina il denaro. Se ho i soldi, posso andarmi a prendere il numero 1 al mondo. O almeno posso provarci.

Ma questo Napoli può puntare allo scudetto?

Ha dimostrato di averne le possibilità fino a quando non sono arrivati tutti quegli infortuni. Sì, il Napoli soffre per la panchina. Non mi riferisco solo al valore dei singoli che sono stati chiamati in causa per sostituire i big. Ma guardo al collettivo. Faccio un paragone con il mio mestiere. In un’orchestra affiatata basta a volte solo uno sguardo per capirsi. Anche col miglior batterista del mondo, occorrerà sempre del tempo per raggiungere l’affiatamento tra l’intera orchestra.

Il sogno di Insigne è sempre stato quello di vincere lo scudetto con il Napoli da capitano.

Sì, lo capisco. Per questo spero che non se ne vada. Anche se dinanzi a quell’offerta la ragione dice altro....

A questo punto che cosa si augura che accada?

Io credo che bisogna incontrarsi e parlare. Possibile ancora un punto di intesa tra la società e Insigne. Magari venendosi incontro. Come accade spesso nella vita. Con un po’ di buon senso la situazione si può ancora risolvere per fare restare Insigne a Napoli”.