Gavillucci si racconta: quante verità sul mondo degli arbitri (fu “espulso” dopo aver sospeso una gara del Napoli per razzismo)

di Giovanni Ibello
Gavillucci

Claudio Gavillucci, ex arbitro, è intervenuto sulle frequenze di Radio Punto Nuovo e ha rilasciato alcune dichiarazioni sullo stato di salute della classe arbitrale. Ecco quanto, delle sue parole, è stato ripreso dalla nostra redazione: “Il 2020 è stato un anno difficile per tutte le componenti calcistiche, anche per gli arbitri. La pandemia non ha aiutato, quindi non posso che dare un giudizio positivo per essere riusciti a portare a termine il campionato nonostante le difficoltà. Ho notato, che come auspicato nel mio libro, in questa nuova stagione la FIGC con promotore Gianluca Rocchi, ha istituito una figura che facesse da collante tra le squadre e gli arbitri. Inoltre anche la riunificazione della Can A e B ha portato vantaggi legati sia alla gestione delle indisponibilità dovute alla pandemia, sia dal punto di vista tecnico per la crescita dei giovani arbitri. “Per far regnare la trasparenza c’è bisogno di una maggiore comunicazione da parte dell’Aia, e la strada intrapresa da Rocchi è quella giusta. Il male peggiore è la mancanza di cultura sull argomento. Ascolto molti commenti di ex calciatori ed anche ex arbitri che non hanno mai utilizzato la Var”.

Le considerazioni dell’ex arbitro Gavillucci

Gavillucci su Inter-Juve

 

“Io stesso che sono fuori dal calcio d’élite da solo 2 anni anche se ho utilizzato la Var per due stagioni , non posso essere aggiornato sull utilizzo corretto e sulle disposizioni impartite dal designatore per il campionato in corso, come un mio collega che lo usa tutte le settimane. L’Aia dovrebbe informare settimanalmente prendendo spunto da episodi avvenuti in campo, quelli che sono le interpretazioni delle regole”. Sulle polemiche arbitrali dei presidenti di Serie A, queste sono le considerazioni di Gavillucci: “Quando vedo i presidenti che si lamentano, mi viene da sorridere, perché gli stessi presidenti non capiscono che per avere spiegazioni e miglioramenti c’è necessità di parlare la stessa lingua degli arbitri. Marotta, dirigente lungimirante nonché ex arbitro, parlava giustamente della necessità di una tavola rotonda come in Inghilterra e di un interlocutore ufficiale, ma per fare questo c’è necessità che i club si attrezzino con personale qualificato e che la Lega o la FIGc investa dei soldi. Ne gioverebbe tutto il calcio”.

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