Antonelli: “Chi non vive lo spogliatoio, non è depositario di realtà. Ancelotti è stato e rimarrà un grande”

Antonelli: “Chi non vive lo spogliatoio, non è depositario di realtà. Ancelotti è stato e rimarrà un grande”

di Claudia Vivenzio

L’agente Stefano Antonelli espone la propria idea sul periodo critico del Napoli, fase che dovrà necessariamente gestire Carlo Ancelotti

Antonelli: “Ancelotti è stato e rimarrà un grande”

In diretta a ‘Punto Nuovo Sport Show’, trasmissione con Umberto Chiariello in onda su Radio Punto Nuovo, è intervenuto l’agente di Baronio, Stefano Antonelli:

“Situazione Napoli? È sicuramente un momento di tensione, chi non vive lo spogliatoio, non è depositario della realtà. È evidente la difficoltà, Ancelotti è stato e rimarrà un grande. Giuntoli ha fatto tanta gavetta e De Laurentiis è un bravissimo imprenditore. Il bene del tifoso è quello di parlare il meno possibile ed essere costruttivi. Sono un uomo di calcio e sostengo che in alcuni momenti finiscono dei cicli. Tutto inizia da una serie di situazioni interne alla squadra e a volte si trascinano. Quando certe cose sono rotte, difficilmente si ricompongono”.

I veterani in disaccordo col tecnico

L’edizione odierna de Il Corriere del Mezzogiorno ha svelato cosa è successo all’interno dello spogliatoio dopo la decisione di Carlo Ancelotti:

“Piuttosto il confronto acceso nello spogliatoio, nel corso della riunione di ieri mattina, durata oltre un’ora, rappresenta il reale cambiamento di rotta di un allenatore che ha scelto di guardare negli occhi uno ad uno i suoi giocatori, sbattergli in faccia tutti i difetti degli ultimi quaranta e passa giorni, imponendo poi una (la sua) soluzione: lo stop alla lenta e quasi inesorabile agonia. Il ritiro, appunto. Ma non solo. Lo stesso rimedio al quale la squadra si era ribellata esattamente un mese fa, nella notte post-Salisburgo, (quando era stato De Laurentiis a deciderlo) e che ha provocato anche ieri a Castel Volturno una spaccatura. Da un lato, i nuovi arrivati più vicini al soft-profile dell’allenatore; dall’altro il pensiero veemente dei veterani che proprio non volevano «chiudersi» a Castel Volturno già da domani”.

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