Sarri: “Partita difficile, i fischi saranno una manifestazione d’affetto. Tornare ad allenare il Napoli? Magari dopo la Juve smetto”

Sarri: “Partita difficile, i fischi saranno una manifestazione d’affetto. Tornare ad allenare il Napoli? Magari dopo la Juve smetto”

di Armando Inneguale, @ArmInne28
Sarri, le parole dopo Milan Juventus

Maurizio Sarri, allenatore della Juventus, ha presentato la gara di campionato contro il Napoli nella consueta conferenza stampa alla vigilia. Il tecnico tornerà al San Paolo da ex, in un momento non troppo florido per la squadra partenopea. Si prospetta una partita ricca di emozioni, di spunti e di stimoli.

LE PAROLE DI SARRI IN CONFERENZA

Sull’arrivo a Napoli: “Per me è una partita particolare, ma non bisogna correre il rischio di spendere energie su un aspetto personale togliendone ad un obiettivo collettivo. Noi vogliamo andare al San Paolo e fare la nostra partita”.

Sul possibile ritorno in azzurro: “In questo momento non ho questi pensieri, se me lo chiedi in questo modo posso anche dirti che dopo la Juve smetto. Non so al termine di questa esperienza quante energie avrò ancora”.

Su Bentancur: “Il giocatore più forte negli inserimenti è senza dubbio Khedira, ma Bentancur sta iniziando a farlo. Ha un dinamismo straordinario, sta crescendo a dismisura ed è molto giovane. Unisce anche una buona qualità tecnica, stiamo parlando di un calciatore serio”.

Su Higuain: “Gli aspetti personali non li guardo mai, se Gonzalo domani gioca è perché viene da una partita straordinaria. Se sta fuori, invece, è perché sono io a guardare altri aspetti tattici”.

Su Demme ed il momento del Napoli: “Hanno un riferimento per vie centrali. Mi aspetto una squadra difficile perché il Napoli è una squadra forte ed ha una classifica strana. Se si guardano le statistiche i numeri in campionato non rispecchiano quanto fatto in campo, mi aspetto una ripresa. Vengono da una vittoria importante che li può rilanciare, io so bene quanto sia sentita questa partita a Napoli”.

Sui fischi: “Li considererei una manifestazione d’affetto. Io ero lì quando la Juve ha pagato la clausola di Higuain posso dire che i fischi erano ingiusti”.

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