Cagliari, Zenga: “Pensiamo di giocare tra 40 giorni, sarà come un mini torneo”

Cagliari, Zenga: “Pensiamo di giocare tra 40 giorni, sarà come un mini torneo”

di Francesco Melluccio
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Walter Zenga, allenatore del Cagliari, è intervenuto in una diretta Instagram con l’amico Daniele AdaniL’ex portiere dell’Inter ha parlato della possibile ripresa della Serie A, raccontando anche come la squadra sarda stia vivendo questa quarantena, che dura ormai da 40 giorni. Il mister ha spiegato le difficoltà fisiche a cui andranno incontro i calciatori dopo uno stop così lungo.

 

 

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LE PAROLE DI WALTER ZENGA

 “E’ sempre l’occhio e ciò che l’allenatore sente quello che conta di più, al massimo ci sono dei supporti che aiutano: io mi avvalgo molto dei collaboratori e osservatori, allo stadio alle volte li mando anche nella tribuna opposta, e no in quella centrale, perché dalla parte opposta alle telecamere non si hanno mai immagini, e la prospettiva è sempre schiacciata. Addirittura negli Emirati mi ero fatto mettere anche due telecamere dietro le porte, per avere ulteriori angolazioni.

In allenamento invece utilizziamo i droni, ma c’è anche altra tecnologia della quale mi avvalgo. Il calcio in questi anni, dal punto di vista dell’analisi, è un po’ cambiato: io ho iniziato negli Stati Uniti, ci allenavamo dove si allenava anche la squadra di football, e guardavo molto anche come il loro coach organizzava la preparazione. Stava nella loggia in alto, per guardare tutto con una prospettiva diversa, con una visuale più completa: questo succedeva anche in Inghilterra, dove il primo tempo, da tanti allenatori, era visto in tribuna. Dal basso la visuale è diversa”.

COME AFFRONTARE IL LUNGO STOP SECONDO ZENGA

“Abbiamo fatto un’amichevole il 7 marzo con l’Olbia, poi abbiamo fatto una quarantena volontaria di due settimane, avendo già programmato allenamenti a piccoli gruppi, sembrava si potessero fare, e poi preparazione a casa. Noi pensiamo di giocare tra 40 giorni, ma se siamo ancora in una situazione del genere e non si gioca, siamo messi molto male: e parlo di vita, umanità. Vi ricordo che vorremmo giocare a inizio giugno, ci sono ancora 40 giorni di tempo: noi ci prepariamo “per”, no “al”. Abbiamo giocato l’ultima gara a febbraio, ci saranno poi delle direttive da seguire, non solo a livello sanitario ma anche di preparazione: quando si parla di ripresa non si intende domani, ma a inizio giugno, e ripeto, sono 40-45 giorni di ulteriore stop”.

ALLENAMENTO IN SMART WORKING PER IL CAGLIARI

In questi giorni ovviamente non sono stato a chiamare tutti i giorni i ragazzi, è intervenuto il preparatore atletico, con lo smart working dedicato a ognuno. Ho solo suggerito di palleggiare in casa senza rompere i vetri, altro che tappetini e pesi: si deve ottimizzare tutto. Poi, quando riprenderemo, dovremmo stare attenti ai carichi di lavoro, ci sono 13 partite davanti, e per alcune anche le Coppe, quindi non sarà una preparazione normale. La bravura di uno staff tecnico sarà quella di organizzare il lavoro anche a livello personale per ogni giocatore. Voglio però ricordare una cosa: se riprenderà, non sarà più il campionato di prima. Sarà la classifica di prima, ma il mini torneo sarà a parte”.

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