Benevento, Vigorito: “Non vogliamo decisioni di tipo politico o economico, non penso al mio orticello”

Benevento, Vigorito: “Non vogliamo decisioni di tipo politico o economico, non penso al mio orticello”

di Mattia Di Gennaro
Benevento Vigorito

Oreste Vigorito, presidente del Benevento, ha parlato ai microfoni di TMW Radio di diversi temi. Di seguito le sue dichiarazioni.

Benevento, Vigorito: “Non vogliamo decisioni di tipo politico o economico”

Benevento Vigorito

Su questi 40 giorni di stop: “Io faccio una riflessione preliminare, non credo che il sostegno ad un’azienda che produce camere da letto debba essere meno aiutata di una che produce giocattoli. Entrambe hanno un ruolo nella società moderna, quando si parla del mondo del calcio si intende solamente un divertimento, e si tende a trasferirci sopra una serie di proiezioni che lo fanno apparire come un di più, ma questo è un mondo economico, finanziario e sociale.

Oltre ad avere una funzione educativa, ma perché lo trattiamo come un aspetto secondario? Lo chiedo alle istituzioni e alle nostre associazioni. Abbiamo un’azienda che distribuisce milioni di euro, e non solo a quel 10% di giocatori che fanno una vita da nababbi, ma alle migliaia di persone che ci ruotano intorno. L’esclusione da quello che è un modo di sostenere l’economia del mondo del calcio mi sembra assurda. Vedo il calcio come un’azienda messa all’angolo, che al pari di tante altre grandi aziende sta avendo poco sostegno”.

Sulla posizione del Benevento in merito al possibile ritorno in campo: “Il Benevento vive una stagione unica da 14 anni a questa parte, ha sempre accettato le decisioni, presentando uno o al massimo due ricordi in tutto questo periodo: credo sia un record per un presidente. E questo nonostante situazioni in cui siamo stati danneggiati da altri, prima che qualcuno scoprisse 3-4 anni dopo che non fossero state proprio partite cristalline.

In più nei famosi ripescaggi siamo sempre stati messi dietro alle varie Reggina e Vicenza per la loro storia, e non per il merito calcistico. Laddove dovesse esserci una decisione di merito sportivo, ma di natura politica o economica o qualunque altro tipo, sottacendo valutazioni di carattere diverso, il Benevento non ci starebbe. Non si può annullare un intero anno di sacrifici, di tutti di chi si iscrive al campionato per vincerlo: essendo una soluzione non voluta da nessuno, bisogna far valere le classifiche che avevamo prima dello stop.

Lo accetterei anche se ora fossi al terzo posto: a chi mi accusa di pensare al mio orticello, dico che non è colpa mia però se avevamo vinto tutte quelle partite fino a quel momento. Dopo 47 punti su 54 nell’andata, stavamo viaggiando con due punti in più nel ritorno… Cosa vuole che le dica? Il Benevento si uniformerà alle decisioni, con l’augurio che responsabili e dirigenti ritrovino il bandolo di una matassa molto intricata”.

Sulla ripartenza: “Da far fare una visita a tutti i presidenti delle squadre che si ostinano a spendere più di quanto potrebbero. Recuperata un minimo di quella razionalità, con me davanti a tutti, servirebbe migliore equilibrio nelle risorse. Le fughe in avanti sono perché chi ha portafogli da cinque scompartimenti e chi uno solo: fin quando ci sarà questa enorme disuguaglianza, il calcio non avrà mai pace. Più o meno è come quando cominci a bere: da un bicchiere ti ritrovi alcolizzato. Dobbiamo esserlo di meno, tornare a quei valori del calcio di provincia di una volta”.

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